venerdì 15 luglio 2011

CALENDARIO DEI LAVORI

Nella riunione di ieri l'amministrazione regionale e le Organizzazioni sindacali hanno concordato il seguente calendario di tavoli tecnici:
  1. giorno 21 luglio per affrontare la tematica dei dipendenti assunti ex legge 730/86;
  2. giorno 28 luglio sul tema dell'orario di lavoro e della flessibilità;
  3. giorno 8 settembre per discutere delle graduatorie delle ultime progressioni verticali;
  4. giorno 15 settembre per affrontare il tema delle posizioni organizzative;
  5. giorno 22 settembre per discutere del Fondo risorse decentrate 2011;
  6. giorno 29 settembre sull'esodo incentivato.
Vi aggiornerò sulle risultanze di questi tavoli tecnici.

61 commenti:

Anonimo ha detto...

Tra i tanti problemi che ci sono in Regione Campania dovresti spiegarci come mai avete individuato nei fortunati "assunti" ex legge 730/86 il primo problema da discutere!
Addirittura discuterete del problema del fondo a settembre quando ormai ci saranno stati comunicati già gli obiettivi da conseguire.
E poi le posizioni organizzative...
mi raccomando trovate il modo per incrementarle a tutti e poi anche le alte professionalità...

Anonimo ha detto...

bravo....pienamente d'accordo......mi raccomando aumentate le p.o. ai dirigenti e rsu sindacali, soprattutto.....fate lo scorrimento delle graduatorie x i figli di dirigenti, sindacalisti e/o amici dei politici.......l'orario di lavoro, fate rimanere il sigrep, altrimenti come si fa.......il fondo invece potete diminuirlo ancora, tanto chi se ne frega.........

Anonimo ha detto...

Scusate, ma nella e-mail fatta pervenire dalla FPCGIL a tutti gli utenti di maildip della Regione Campania, per il giorno 8 settembre non si doveva discutere dello "scorrimento delle graduatorie delle progressioni verticali"?

Luciano, puoi illuminarci?

Grazie
Antonio

Anonimo ha detto...

Ciao Luciano!
Scusa della domanda assai ignorante: Cosa si intende per flessibilità?

Anonimo ha detto...

mi sorprende come si è messo come prima discussione i dipendenti ex legge 730/86 , devono avere molto potere verso i sindacalisti, ci sono problemi più urgenti che è quello del fondo che è stato tagliato e questo si mette in discussione verso la fine, è davvero inconcepibile tutto ciò!

LUCIANO NAZZARO ha detto...

La problematica dei dipendenti ex legge 730 è molto urgente e riguarda tantissimi colleghi, ai quali l'amministrazione regionale non ha ancora comunicato in che modo essi debbano versare i contributi previdenziali. Ciò costituisce un grosso problema quando si deve andare in pensione.
Per quanto attiene alla discussione del Fondo, aprirla prima di settembre è praticamente inutile. L'Assessore si è impegnato a rimpinguare il Fondo di quanto occorre per mantenere la produttività con lo stesso importo dell'anno 2009. Ciò richiede dei percorsi e dei tempi tecnici che prima di settembre non possono essersi maturati. Se a quella data l'Assessore non ci porta il risultato che ci aspettiamo, apriremo immediatamente la fase di mobilitazione del personale.
Per quanto attiene alle posizioni organizzative, in questa fase di ristrettezze è fuori discussione incrementarle. La mia proposta sarà di riduzione graduale del numero e quindi dello stanziamento economico complessivo, accompagnata da una nuova disciplina sui criteri e le modalità di assegnazione.
Complessivamente a me sembra un calendario equilibrato, ispirato non ad una sequenza gerarchica delle problematiche in ordine d'importanza, bensì ad una sistemazione temporale delle tematiche in momenti maggiormente propizi al raggiungimento dei risultati.

LUCIANO NAZZARO ha detto...

Esatto Antonio, L'8 settembre si discuterà dell'approvazione della graduatoria di Istruttore Direttivo Amministrativo e dello scorrimento di tutte le graduatorie delle ultime progressioni verticali. Credo di aver scritto io erroneamente "progressioni orizzontali".
Per rispondere anche al commento precedente, non credo che lo scorrimento delle graduatorie interessi personalmente molti sindacalisti. Anzi a mia memoria non dovrebbe esserne coinvolto nessuno. Ciò non significa che anche un sindacalista, se lo merita, non abbia il diritto di crescere e migliorare professionalmente.

LUCIANO NAZZARO ha detto...

Per flessibilità s'intende un'articolazione dell'orario di lavoro maggiormente elastica.
Per esempio è flessibilità il fatto che possiamo entrare in servizio discrezionalmente dalle ore 7.45 alle ore 9.30.
Oltre a questo risultato, ciò che miriamo a raggiungere è l'approvazione del c.d. orario plurisettimanale.
Quest'istituto comporta che ciascun dipendente, nel rispetto delle fasce orarie di presenza obbligatoria ( complessivamente 6 ore al giorno), possa autogestirsi nell'arco del mese il restante orario di lavoro da svolgere.

LUCIANO NAZZARO ha detto...

Non ci sono categorie di lavoratori che hanno aprioristicamente un potere di influsso nei confronti del sindacato.
Il Sindacato si muove:
1) in relazione alle esigenze ed alle aspettative generali dei lavoratori;
2) in conseguenza delle richieste e delle spinte dei propri lavoratori associati.

Anonimo ha detto...

credo che la frattura oramai avanza e la lontananza del sindacato dai problemi dei lavoratori diventga sempre più acuta, non è con la lotta tra varie categorie che si vince la battaglia della tutela di essi, ma veder in periferia sindacalitsti con PO usare il loro misero potere per controllare è veramente meschino, usare ancora una volta il sindacato di cui rappresentano è deleterio per tutti i lavoratori, sono d'accordo con te Luciano non è con la lotta tra posizionati o non che ci raffarza, ma è chi merita e chi no, non si possono toccare solo chi non ha forza per essere rappresentato, non si possono accettare provvedimenti che colpiscono sempre gli stessi e mi riferisco ai lavoratori della FP di Caserta che sono stati spostati come pacchi postali solo perchè il loro dirigente ad interim non è presente perchè anche coordinatore, ed alloro mi chiedo dove è la giustizia? dove i criteri per per la mobilità d'ufficio? se non si conoscono i carichi di lavoro come possono effettuare gli spostamenti?
in questa regione vige l'incapacità di avere il senso della giustizia, tutto è lasciato all'improvvisazione, una classe dirigente che non ha capacità di organizzare la macchina regionale, ed allora la fine è oramai vicina e i lavoratori avranno il giusto motivi per mandare affanculo l'incapacità corporativa dei sindacalisti vuoti di ideeali, non è il sindacato che è sbagliato ma gli uomini che lo rappresentano.

"cio' che non cambia è la volontà di cambiare"

Anonimo ha detto...

non sono coinvolti sindacalisti, ma i loro figli e quelli dei dirigenti........poi x quanto concerne il fondo l'assessore si impegnerà così come si è impegnato x i 1950&???? saluti.....

Anonimo ha detto...

Visto che sinceramente nonostante le tue indicazioni credo che il problema della 730 interessi una fascia ristretta di colleghi propongo, come già detto da altri blogger, di concentrare la nostra attenzione sulla prima discussione interessante ovvero l'orario di lavoro.
Come ci avevi detto Luciano questo spazio potrebbe essere importante per esporre idee e propositi da presentare a te per la valutazione e la proposizione in delegazione trattante forte dal numero notevole di persone che leggono ed esprimono la propria idea su questo muro.
Ecco le mie idee che vorrei fossero da te giudicate:

1. Abolizione di SIGREP. (Il badge basta...)

2. Abolizione della pausa pranzo e della relativa sigreppatura (ci sono altri enti che anche senza effettuare pausa pranzo hanno diritto al buono mensa purchè superino le sei ore consecutive di lavoro).

3. Orario di lavoro settimanale (il contratto ci impone un numero di ore settimanale obbliggatorio e non giornaliero quindi si potrebbe regolamentare un numero di ore settimanale da raggiungere con un ampio range di ore giornaliere).

Queste richieste discendono non da una voglia di lavoro autonomo ma solo per consentire a coloro i quali risiedono in luoghi lontani dalla propria sede di lavoro e con problemi familiari di avere alleviati i problemi di trasferimento.

Luciano Nazzaro ha detto...

Non sono d'accordo che il sindacato sia lontano dai problemi dei lavoratori. Credo che i tavoli tecnici che abbiamo chiesto ed ottenuto riguardino i principali argomenti che stanno a cuore ai dipendenti regionali. Adesso sarà interessante giudicare gli esiti di questi incontri, per verificare se il sindacato sarà stato efficace e abbia conseguito risultati positivi.
Io penso che c'è una parte del sindacato che prova a fare bene il suo lavoro.
Non sono nemmeno d'accordo che la fine sia vicina e che i lavoratori ci manderanno "a quel paese". Dall'analisi dei dati associativi ritengo infatti che a quel paese ci abbiano già mandati da qualche tempo. Mi sa che la fine è già iniziata.

Luciano Nazzaro ha detto...

Non lo so se nelle graduatorie delle progressioni verticali ci siano figli di sindacalisti o dirigenti. Un motivo in più per verificare che scorrimenti siano fatti nella massima trasparenza.
Per quanto riguarda il Fondo, a settembre vedremo se l'Assessore ha mantenuto la parola. In caso diverso ci toccherà mobilitarci e protestare. Non credo che la cosa ci spaventi.

Luciano Nazzaro ha detto...

Confermo che sono disponibile a recepire vostre idee e proposte, per portarle nei tavoli tecnici e in delegazione trattante.
Sul primo punto non mi è chiara la motivazione. Perché togliere il sigrep? E' uno strumento in più, che può affiancarsi al badge, utile soprattutto per i colleghi che devono timbrare la pausa pranzo ma non vogliono lasciare l'ufficio.
Passo alla seconda proposta. Perché abolire la pausa pranzo? Avere una pausa per pranzare è un diritto del lavoratore. A parte che è un reato non riconoscere questo diritto, ma poi che vantaggio ci sarebbe a non poter pranzare più? E' possibile che alcuni enti consentano di non usufruire della pausa pranzo ed uscire prima. Anche in Regione Campania abbiamo previsto questa facoltà. Ma in tal caso si perde il ticket. Per quanto riguarda l'eliminazione della timbratura della pausa pranzo, è una cosa che abbiamo già chiesto e ci stiamo lavorando, ma c'è un problema. Un noto ospedale di Napoli consentiva ai propri dipendenti di non timbrare la pausa pranzo. Dopo alcuni anni alcuni dipendenti hanno fatto causa all'ospedale, sostenendo che avevano lavorato durante le pause pranzo e chiedendo di essere pagati. Il tribunale gli ha dato ragione e l'ospedale ha dovuto risarcire quasi un milione di euro. In base a questo precedente, l'amministrazione regionale è restia a non far timbrare la pausa pranzo, per non esporsi ad un contenzioso che la vedrebbe soccombente.
Sul terzo punto posso dirti che la nostra proposta si spinge anche oltre, prevedendo il rispetto non dell'orario settimanale, ma mensile, quindi ancor più flessibile.

Anonimo ha detto...

a proposito delle progressioni verticali :perchè si dà ancora legittimazione ai concorsi esterni (vecchi e scaduti)e non vi siete proccupati ancora di insorgere di fronte ad una sentenza esecutiva per la non pubblicazione della graduatoria Istruttore direttivo amministrativo e accettate passivamente,e tirate a campare fino all'8 settembre?

LUCIANO NAZZARO ha detto...

E chi ha detto che accettiamo passivamente questa cosa.
Abbiamo chiesto ripetutamente al coordinatore Marchiello di approvare la graduatoria di Istruttore Direttivo Amministrativo. Lo abbiamo accusato apertamente di non adottare atti obbligatori. Abbiamo chiesto un apposito tavolo tecnico su questo argomento, per provare ancora a forzare l'amministrazione e comunque, anche in caso negativo, per costruire un verbale nel quale risulti una posizione ufficiale dell'area personale, che si sostituisca al silenzio.
Abbiamo messo a disposizione i nostri legali per continuare il percorso giudiziario.
A me non sembra un comportamento di passiva accettazione.

Anonimo ha detto...

Ciao Luciano, abbiamo posto anche noi dipendenti regionali vari quesiti al Presidente Caldoro sul personale regionale, sul nuovo ordinamento amministrativo, sulle graduatorie delle progressioni verticali, ecc.

Speriamo che la Settimana prossima il Presidente risponda in modo esauriente a questi nostri quesiti, anche perchè quello che abbiamo visto sul sito di Digit Campania, sembrava una intervista alla Gigi Marzullo, per la serie si faccia una domanda e si dia la risposta.

Presidente, Presidente, risponda ai nostri quesiti.

Un saluto a tutti
Antonio

LUCIANO NAZZARO ha detto...

Bravo Antonio. Sarebbe interessante conoscere il pensiero del Presidente sui temi che ci stanno a cuore.
Nonostante diverse richieste, noi non siamo riusciti ad incontrarlo personalmente nemmeno una volta.

Anonimo ha detto...

E questo di fa capire la considerazione che ha dei sindacati, nemmeno l'educazione di un incontro per confrontarsi sulle tematiche del personale, come vedi Luciano il potere contrattuale del sindacato è ai minimi storici!

LUCIANO NAZZARO ha detto...

concordo

Anonimo ha detto...

Luciano ma a questi tavoli tecnici chi può partecipare?

Luciano Nazzaro ha detto...

Ai tavoli tecnici vi partecipano la dirigenza al personale, un rappresentante per ciascuna Organizzazione sindacale, 4 delegati della RSU.

Anonimo ha detto...

chi decide i 4 RSU, come avviene la scelta?

Luciano Nazzaro ha detto...

Il protocollo sulle relazioni sindacali stabilisce che i 4 delegati siano indicati dalla stessa RSU.
Bonariamente ci si è accordati per un RSU per ciascuna organizzazione sindacale.

Anonimo ha detto...

Luciano vorrei porti una domanda:
può essere messo in mobilità d'ufficio un collega con PO responsabile di un ex Centro di Formazione Professionale senza attività lavorativa e trasferirlo presso un'altro Settore?

Anonimo ha detto...

Sarebbe una cosa bella mandare un tecnico, scelto tra i colleghi, che ne capisca di problematiche in merito alla problematica discussa.
Cosa ne pensi Luciano?

Anonimo ha detto...

Luciano sai dirci quale sarà la vostra proposta (dei sindacati intendo) in merito alla regolamentazione dell'orario di lavoro?

LUCIANO NAZZARO ha detto...

La risposta è si. Può essere messo in mobilità d'ufficio ed essere spostato presso un altro settore qualsiasi dipendente della Giunta regionale.
Con la privatizzazione del rapporto di pubblico impiego, sancita a partire dal decreto legislativo n. 29 del 1993, la pubblica amministrazione ha assunto, nei confronti dei propri dipendenti, i poteri del privato datore di lavoro. Quindi può allocare le risorse umane dove reputa opportuno, in relazione alle esigenze di servizio.
L'unico limite è che la mobilità non può avere carattere vessatorio, cioè non può avere il solo fine di recare danno ad un particolare lavoratore.
Infine ci sono delle eccezioni, per i lavoratori portatori di handicap, per quelli che usufruiscono della legge 104/92, che non possono essere spostati dalla sede lavorativa più vicina alla propria residenza o al luogo dove prestano assistenza al familiare.

Anonimo ha detto...

Il problema delle posizioni organizzative è solo ed esclusivamente quello dei criteri:
in base a quale attività svolta.
in base a quale professionalità.
in base a quale carico di lavoro.
Il dirigente di settore, in particolare, dovrebbe avere la possibilità di "premiare" la professionalità dei dipendenti e la loro capacità lavorativa e quindi modificare negli importi, togliere a chi non meritevole e dare a chi lo.
La realtà spesso è però diversa, perchè chi ha già la posizione ha un diritto acquisito, il dirigente di settore può andare a "simpatia" nelle attribuzioni, nel migliore dei casi per il suo personale per integrare gli stipendi di base che sono relativamente poca cosa,
tenta di accaparrarsi più posizioni possibili, a seconda della sua "forza", senza curarsi dell'equilibrio generale.
La realtà è che in Regione Campania vengono "accontentati" allo stesso modo sia chi lavora quantititativamente (e anche in qualità) sia chi lavora poco e si impegna pochissimo. Infatti sia le posizioni che le altre indennità di risultato, responsabilità e produttività dovrebbero essere un incentivo e invece sono solo una integrazione "fissa" del salrio effettivamente basso che percepiamo.
Una volta fatta questa premessa, ritengo che veramente scandalosa invece sia la retribuzione di risultato dei dirigenti che si dividono risorse stanziate all'epoca per un numero molto elevato di dirigenti ed oggi, dopo una notevolissima riduzione del numero dei beneficiari in servizio, dividono lo stesso importo. Anche se i dirigenti sono di un altro comparto, l'ingiustiza sociale quì è enorme e qui i sindacati devono intervenire in particolare per ottenere risorse per gli altri dipendenti.

Anonimo ha detto...

Rispetto alla questione della mobilità d'ufficio,sarà pur vero che l'amministrazione può spostare un dipendente presso altro Settore,ma tal provvedimento non può mai esssere "Arbitrario" e cioè deve sempre essere giustificato sia dalle esigenze di servizio ma soprattutto dal miglioramento dell'efficenza del servizio,e tale efficienza non potrà mai essere raggiunta senza tenere presente della professionalità e dei titoli di studio del dipendente.

LUCIANO NAZZARO ha detto...

In verità i tecnici che ne capiscano di queste materie dovrebbero essere i sindacalisti. E dovrebbero essere talmente preparati e qualificati che per l'appunto ce li siamo scelti eleggendoli.
Quindi la RSU dovrebbe rispettare le caratteristiche di cui parli, ovvero essere formata da tecnici scelti dai colleghi per le loro qualità.
Ma diciamo che questi tecnici sindacalisti non ti ispirano particolare fiducia e tranquillità. Per carità, è una posizione legittima e che rispetto.
Ciò detto, non ho il potere di far partecipare ad un tavolo tecnico un collega che non sia ne RSU nè componente di un'organizzazione sindacale.
Posso proporre due soluzioni:
1) chiunque pensi di avere idee e proposte interessanti sulle tematiche oggetto dei tavoli tecnici, se vuole può rappresentarle e discuterle con me, su questo blog, di persona, per telefono, via mail ed in qualsiasi altro modo preferisca. Posso garantire che saranno prese nella massima considerazione e accompagnate da me per la condivisione ed approvazione sia della parte sindacale che pubblica.
2) qualsiasi collega senta di voler intraprendere l'attività sindacale, perché pensa di poter dare un contributo attivo importante, anche alla discussione sui temi programmati nei tavoli tecnici, mi può contattare senza problemi. Se gli fa piacere collaborare con la CGIL, trova la porta non aperta ma spalancata. Abbiamo sicuramente bisogno di nuovi e motivati dirigenti sindacali. Se sono anche particolarmente competenti in qualche materia che sarà affrontata, potrebbero essere delegati dell'organizzazione a partecipare al relativo tavolo tecnico. Perché no!

Anonimo ha detto...

bene Luciano, adesso spiegami perchè allora il dirigente del settore stato giuridico ed inquadramento ha revocato una mobilità d'ufficio di un PO responsabile di un cfpr adducendo che non era possibile perchè titolare di una PO.
mi spieghi perchè questa contraddizione.?

Anonimo ha detto...

a proposito delle posizioni organizzative perchè a queste non vengono decurtate le giornate di assenza come per le altre categorie?

Anonimo ha detto...

Rispondo all'anonimo che non deve essere bene informato.I titolari di posizione organizzativa hanno come le altre categorie la trattenuta per le giornate di malattia.Ma quando finirà questo attacco così scorretto nei confronti di colleghi che fanno nell'ambito dell'Amministrazione regionale un lavoro qualificato e di importanza fondamentale.Mi meraviglio che in questo blog si consentano simili scorrettezze.Maria.

LUCIANO NAZZARO ha detto...

Rispondo alla domanda relativa alla proposta del sindacato sulla regolamentazione dell'orario di lavoro. Premetto che è una piattaforma alla quale abbiamo lavorato in CGIL, quindi non so ancora se sarà interamente condivisa dalle altre organizzazioni. Ovviamente non è una proposta bloccata e siamo aperti a modifiche migliorative o piattaforme migliori.
La nostra idea si può riassumere nei seguenti punti:
1) il dipendente può entrare in servizio discrezionalmente dalle ore 7.45 alle 9.30, come già avviene oggi (c.d. flessibilità in ingresso).
2) sono invece fasce obbligatorie di presenza in servizio dalle ore 9.31 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 15.30. Quindi il dipendente deve garantire una presenza in servizio di almeno 5 ore giornaliere, salvo che non usufruisca di un breve permesso, nell'ambito delle 36 ore annue (da recuperare ovviamente).
3) per le restanti ore che si devono fare per il raggiungimento delle 36 ore settimanali, il dipendente può discrezionalmente organizzarsi nell'arco della settimana. Esempio: con l'attuale disciplina se entro alle 9.00 devo uscire alle 16.45. Se viene approvata la nostra proposta, se entro alle 9.00 posso uscire già dalle 15.30, potendo recuperare discrezionalmente l'ora e 15 minuti che ho lavorato in meno in un'altra giornata (c.d. flessibilità in uscita).
4) possibilità di trasportare al mese successivo un saldo positivo o negativo di un massimo di 10 ore. Esempio 1: nel mese di gennaio ho lavorato 10 ore in meno a quanto dovevo. Ciò significa che a partire dal mese di febbraio ho un debito di 10 ore, che posso recuperare, in tutto o in parte, nello stesso mese di febbraio o più in là, pur sapendo che non posso trasportare al mese successivo più di 10 ore di debito.
Esempio 2: nel mese di gennaio, pur non essendo stato autorizzato a fare straordinario, ho lavorato 10 ore in più a quanto dovevo. Ciò significa che a partire dal mese di febbraio ho un credito di 10 ore, di cui posso usufruire, in tutto o in parte, nello stesso mese di febbraio o più in là, pur sapendo che non posso trasportare al mese successivo più di 10 ore di credito.
5) possibilità di concordare l'orario della turnazione settimanale con il proprio dirigente di settore.

LUCIANO NAZZARO ha detto...

Rispondo ai commenti sulla mobilità d'ufficio.
Nessun provvedimento di una pubblica amministrazione può essere arbitrario. Si tratta di atti nei quali l'amministrazione si avvale di una certa discrezionalità e potere, che però devono essere esercitati sulla scorta di una motivazione legittima.
Sono pienamente d'accordo che l'unica motivazione legittima, che evita la percezione di un esercizio arbitrario del potere, è quella di scegliere il personale da mettere in mobilità in base alla professionalità e ai titoli di studio. Se mi serve un geometra o un architetto per smaltire le pratiche che giacciono al genio civile, dovrei cercarmi geometri ed architetti nella mia dotazione organica. L'unico paradosso di questo criterio è che il possesso di un titolo e di una abilità, che raramente in quest'amministrazione vengono premiati con riconoscimenti professionali, costituirebbero invece motivo per essere destinatari di un provvedimento probabilmente spiacevole. Ma purtroppo un criterio bisogna pur trovarlo.
Penso che gli interventi sindacali sulla mobilità d'ufficio, volti a chiedere spiegazioni e criteri, al momento abbiano sortito un forte rallentamento delle operazioni, rispetto alle intenzioni dell'assessorato al personale. Non siamo invece ancora riusciti a comprendere bene quali criteri si sono adottati e s'intendono adottare per il futuro. Dobbiamo fare meglio.
Per quanto riguarda la revoca di un provvedimento di mobilità di un posizionista da parte della dirigente del settore stato giuridico, non so dare spiegazioni. Dovrei leggere questo provvedimento.

Anonimo ha detto...

Credo che ti sia confuso: il minimo dovrebbe essere sei ore per non perdere il tickets!
Altra domanda: le 10 ore di credito si possono accumulare? Ad esempio gennaio 10 ore in più, febbraio 10 ore in più. A marzo in 20 ore in meno.

Anonimo ha detto...

Non si potrebbe consentire sempre per noi che veniamo da luoghi lontani dalle sedi di lavoro di rendere possibile l'ingresso alle 7.30 o addirittura alle 7 come in molti altri pubblici impieghi?

Anonimo ha detto...

è necessario ed improrogabile che venga pubblicato l'elenco di tutti coloro che sono assegnatari di posizioni organizzative ed i relativi titoli delle posizioni stesse.
Il cittadino, oltre che il collega, deve sapere chi si occupa di cosa e quanto questo pesa sulle sue tasche.

Anonimo ha detto...

Credo che questa cosa sia già fatta!
Forse non sapete che sul portale sono pubblicati tutti i curricula dei titolari di posizione organizzativa.

Vi invito a farvi una "passeggiata" in quelle pagine... morirete dal ridere con curriculum di una paginetta ed altri in cui hanno segnato anche il servizio elettorale come scrutatore...

LUCIANO NAZZARO ha detto...

Non mi sono confuso, la nostra proposta prevede 5 ore al giorno di presenza obbligatoria. Se un giorno entro alle 9.30 ma nel pomeriggio ho un appuntamento o una cosa importante da fare, per cui mi serve di uscire comunque alle 15.30, in quella giornata svolgerò solo 5 ore di lavoro e perderò il ticket.
Le 10 ore a credito o a debito non sono cumulabili per ciascun mese. Alla fine di ogni mese posso avere un saldo positivo o negativo di un massimo di 10 ore.

LUCIANO NAZZARO ha detto...

Gentile collega, escludo che si possa riuscire ad anticipare la possibilità di ingresso alle ore 7.00
Quando riuscimmo a chiudere l'accordo sulla flessibilità d'ingresso, in realtà la nostra richiesta era quella di consentire l'entrata dalle ore 7.30 alle 9.30
La posizione dell'amministrazione era invece quella di permettere ai dipendenti l'ingresso dalle ore 8.00 alle 9.00
Come in tutte le relazioni, ivi comprese quelle sindacali, per chiudere un accordo si deve arrivare ad un compromesso. Il massimo che riuscimmo a tirare, non con poche difficoltà, è l'attuale flessibilità dalle 7.45 alle 9.30
Credo che al prossimo incontro proporremo di nuovo di anticipare l'entrata alle 7.30, ma non essendo nel frattempo cambiati i referenti della controparta, non mi aspetto un atteggiamento di maggiore apertura.

Anonimo ha detto...

Dalle ore 9.30 alle ore 15.30 se non ho pause sono 6 ore di lavoro.

Anonimo ha detto...

Sono una collega della 730/86, ho partecipato all'incontro del 15/7 e con mia grande amarezza ho dovuto constatare ancora una volta la mancata preparazione dei convenuti sindacalisti rispetto alla problematica specifica.Hanno partecipato alla riunione peraltro voluta da loro senza sapere neppure il numero dei colleghi interessati alla problematica.
Che cosa pensare sulla conoscenza effettiva della situazione.
All'incontro di oggi con agc personale non riesco ad immaginare con quali elementi potranno controbattere l'amministrazione ma sopratutto quali soluzioni perseguibili potranno avanzare. Mi chiedo hanno almeno il buon senso di affidarsi a persone esperte della materia? Io penso che si agitano solo diremo, faremo, ma alla fine il vero sindacato non esiste più. La 730/86 è una problematica che da anni non si risolve. L'impressione che ho avuto nello specifico della preparazione del sindacato la estendo cari colleghi per tutte le questioni sospese che ci attanagliano. Non so se in un prossimo futuro potremmo dire ....è il risultato quello che conta.......!!!!!!

Anonimo ha detto...

Ed è proprio per questo che già qualche altro collega chiedeva di poter partecipare a questi tavoli tecnici.
Personalmente non mi interessa dare giudizi sul livello attuale dei sindacalisti e dei sindacati ma è un dato di fatto che gli stessi non siano all'altezza.
Pertanto inviterei a cambiare questa abitudine e di far sedere al tavolo qualche persona più preparata per ciascuna discussione.

Anonimo ha detto...

La nota che stamattina 21.07.2011 l'assessore al Personale Sommese ha fatto inviare a tutti i dipendenti tramite e-mail NON MI E' PIACIUTA PER NIENTE.

Si ribadisce quanto già inviato in una analoga nota precedente riguardo a tagli e sacrifici che spettano a noi dipendenti pubblici (PERCHE' NOI DOBBIAMO AVERE IL SENSO DI RESPONSABILITA') per il futuro ribadendo il proprio merito di aver garantito i 650 euro tagliati in precedenza.

Credo soprattutto che l'Assessore Sommese si debba confrontare in sede di delegazione trattante con le OO.SS. sulle tematiche che affligge il personale e non inviando di tanto in tanto qualche e-mail per ribadire non so che cosa.

Caro assessore, il personale dipendente pubblico, i sacrifici e i tagli, li sta subendo da 20 anni e non da ora tanto è vero che lo stipendio medio di un dipendente pubblico italiano è inferiore del 40% rispetto alla media europea.

Vada a tagliare gli sprechi li dove ci sono, basta erogare fondi pubblici (soldi nostri dei cittadini) a pioggia senza alcun ritorno economico sul territorio.

Discutete con le OO.SS. in sede di delegazione trattante su:

1) Riorganizzazione
2) Decentramento
3) Esodo incentivato
4) Scorrimento graduatorie progressioni verticali

5) ecc. ecc.

Valorizzate le professionalità interne esistenti e soprattutto: PAGATELE!!!!!!!!!!!!!!

Saluti
Antonio

Luciano Nazzaro ha detto...

Non ho avuto il piacere di ricevere questa mail dell'assessore. Se qualcuno me la inoltra mi fa cosa gradita.

Anonimo ha detto...

Io lo farei con tutto il cuore ma l'ho immediatamente cestinata e cancellata anche dal cestino per evitare di continuare ad incazzarmi!

Anonimo ha detto...

Per chi non avesse avuto il piacere di riceverla...


La difficile fase che stiamo attraversando impone a tutti noi l’assunzione di una grande consapevolezza: dobbiamo cominciare a fare i conti con una realtà nuova, che ci chiama a sacrifici ed alla corresponsabilità.

Forse non per tutti è stata chiara fin dall’inizio la situazione venuta a maturare a livello internazionale.

L’ultima manovra economica varata dal governo è la conferma che, soprattutto nel nostro Paese, ci aspetta un futuro che non si presenta a tinte ottimistiche.

L’ulteriore penalizzazione che, per effetto del decreto, subirà il lavoro pubblico in conseguenza dei tagli di questi giorni, comprometterà la crescita salariale per i prossimi anni.

Per fortuna, grazie all’impegno del presidente Caldoro e dell’intera Giunta regionale, con cui, nonostante la difficile situazione finanziaria ereditata, abbiamo condiviso la fondamentale esigenza di non richiedere altri sacrifici a coloro che sono ogni giorno impegnati, con dedizione, a fronteggiare le difficoltà, sono riuscito a mantenere la promessa di pagare il premio di produttività 2010 a tutto il personale, e a salvaguardare questa voce del bilancio, l’unica a non essere toccata.

Devo dire grazie alle organizzazioni sindacali, che hanno svolto ancora una volta con impegno e con lealtà il loro ruolo, spronando l’amministrazione a risolvere il problema ed attendendo fiduciosi la soluzione.

Tutti assieme, ciascuno per la sua parte, abbiamo dimostrato grande credibilità, rinsaldando il reciproco rapporto fiduciario, che resta la condizione centrale per perseguire l’obiettivo di modernizzare la Regione attraverso la valorizzazione delle professionalità delle risorse umane in organico.

Ora, però, dobbiamo guardare ad una fase nuova. Una fase di riforme necessarie, come quella del ridisegno degli Uffici, come quella del decentramento di alcune funzioni agli enti locali, per far crescere un modello di Regione diverso, fatto di efficienza, efficacia, e contrasto deciso agli sprechi.

Andiamo a norme indispensabili per innovare nel profondo l’amministrazione, con la razionalizzazione e l’ottimizzazione delle risorse umane, con l’utilizzo del personale legato direttamente alle specifiche professionalità, con la revisione delle strutture non più adeguate alla mission che ci siamo dati, con il riconoscimento del lavoro e degli obiettivi che vengono raggiunti.

Sono certo che ancora una volta le organizzazioni sindacali e con esse tutti voi darete la massima disponibilità a concorrere alla realizzazione di questo grande progetto, mettendo impegno e passione al servizio della causa comune.

Dobbiamo guardare al futuro dei nostri figli, sapendo che esso passa anche e soprattutto attraverso la nostra volontà di modificare dal di dentro un sistema che non offre più le garanzie di un tempo.

E’ il nuovo spartiacque a cui tutti siamo chiamati. Il vostro impegno è decisivo. Noi ce la metteremo tutta, fiduciosi nella capacità della Campania, del Mezzogiorno e di tutto il Paese di poter costruire un domani migliore.


Pasquale Sommese

Anonimo ha detto...

la lettera dell'assessore mi sembra una bella sviolinata benevola e accattivante vilta a garantirsi un atteggiamento morbido in seno ai tavoli tecnici fissati. TENETE DURO E NESSUNO SCONTO E SOPRATTUTTO NON FATEVI AMMALIARE DALLE BELLE PAROLE. FATE I FATTI NELL'INTERESSE DEI DIPENDENTI CHE VI HANNO VOTATO.

LUCIANO NAZZARO ha detto...

Per Maria
cara collega, non è nello spirito di questo blog censurare alcun tipo di commento. Preferisco lasciare assoluta libertà di esprimere le proprie opinioni, ovviamente nella speranza di favorire un dibattito e un confronto pacato e costruttivo, un'occasione di COESIONE dei dipendenti regionali, e magari di riavvicinamento degli stessi al sindacato.
Purtroppo il rischio che si corre quando ci si confronta è proprio quello di attaccarsi reciprocamente. Ma se è vero che in questo blog non sono censurati gli attacchi, è altrettanto vero che c'è la possibilità di difendersi. E mi sembra che tu lo abbia fatto in maniera impeccabile.
Ripeto nuovamente la mia opinione rispetto ai commenti non certo amichevoli sui posizionisti: che un lavoratore attacchi un'altra categoria del suo stesso comparto è solo dannoso e controproducente, soprattutto in una fase in cui c'è bisogno di coesione. In tutte le categorie ci sono i buoni e le mele marce.

Anonimo ha detto...

sono d'accordo con te Luciano che bisogna avere coesione, ma lasciamelo ripetere, la rabbia è dettata da una disparità di trattamento del personale, ed questo il motivo che spinge molti colleghi a scagliarsi contro tutto e tutti, allora lo ripeto le colpe sindacali sono molte , la lotta per l'equità deve essere una prerogativa. "pagare meno, pagare tutti"

Anonimo ha detto...

Luciano io eliminerei la faccia di presenza obbligatoria.
Credo possa essere utile concedere al dipendente la possibilità di fare un orario 7.45/13.45 e poter andare a casa senza fare la pausa pranzo.
Cosa ne pensi?

Anonimo ha detto...

luciano non si può eliminare, a questo punto, il sigrep anche x la pausa mensa???? si eviterebbero spiacevoli fastidi da parte di colleghi che o per mancanza di pc o per altri motivi chiedono ai colleghi di timbrare sul proprio pc. non si potrebbe studiare un sistema x evitare la timbratura della pausa mensa, senza che poi si possa fare causa come all'asl????

LUCIANO NAZZARO ha detto...

Ma la rabbia la capisco benissimo. Non comprendo perché indirizzarla nella direzione sbagliata.
Il primo obiettivo della lotta sindacale è quello di escludere tagli per tutti. In subordine si deve lottare per l'equità: pagare meno, pagare tutti.
Aggiungo però una considerazione che deve essere chiara: questa lotta il sindacato non la ha ancora persa. Aspettate un attimo prima di considerarci sconfitti.

LUCIANO NAZZARO ha detto...

Se ho ben capito la tua proposta, tu elimineresti la fascia di presenza obbligatoria pomeridiana, cioè quella che andrebbe dalle 14.30 alle 15.30.
In questo modo un dipendente che entra alle 7.45 potrebbe uscire alle 13.45 senza fare la pausa pranzo.
Rispetto a questa proposta faccio le seguenti osservazioni:
1) non fare la pausa pranzo comporta la perdita del ticket (può non essere un problema, l'importante è saperlo);
2) è un orario di lavoro che evidentemente non può costituire la regola bensì l'eccezione. Infatti, per ogni volta che entro alle 7.45 ed esco alle 13.45, faccio 6 ore di lavoro e quindi accumulo un debito di 1 ora e 12 minuti. Questo debito evidentemente prima o poi lo dovrò recuperare nei successivi pomeriggi. Quindi questa proposta non consente di ritornare tutti i giorni prima a casa. Permetterebbe di rientrare prima qualche volta (perdendo il ticket), e molto dopo negli altri giorni in cui devo recuperare il debito.
3) non prevedere nemmeno 1 ora di servizio obbligatorio nel pomeriggio è difficile da far passare, essendo dipendenti di una pubblica amministrazione che opera ancora dopo le 14.30.

LUCIANO NAZZARO ha detto...

Certo che si potrebbe studiare un sistema per evitare la timbratura della pausa pranzo. Il guaio è che non ce n'è venuto in mente nemmeno uno, e ti garantisco che ci abbiamo riflettuto molto.
Possiamo proporre qualsiasi sistema che abbia 3 caratteristiche:
1) rilevare che il dipendente ha fatto la pausa pranzo;
2) rilevare quanto è durata questa pausa pranzo. Infatti noi possiamo fare una pausa che può durare da 30 minuti fino ad 1 ora.
3) contemplare un meccanismo che comunichi i primi due dati al sistema automatico di rilevazione della presenza.
Purtroppo non è semplice immaginarsi qualcosa di alternativo al badge e al sigrep che soddisfi queste 3 caratteristiche!
Temo che l'unica speranza sia che l'amministrazione chiuda un occhio sul rischio di subire cause dai dipendenti e decida di prevedere una pausa pranzo fissa di 30 minuti, che il sistema sigrep fa scattare in automatico.
Noi ci proveremo a convincerla.

Anonimo ha detto...

se dal 1° ottobre ci si dimentica il badge, come si timbrerà??

Anonimo ha detto...

Con le autocertificazioni Luciano ha detto, vero?

Luciano Nazzaro ha detto...

esatto.

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