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mercoledì 13 novembre 2013

SCIOPERO GENERALE PROCLAMATO DA CGIL - CISL -UIL VENERDI' 15 NOVEMBRE 2013

Le motivazioni dello sciopero: CONTRO LA LEGGE DI STABILITA'

LE PROPOSTE
 


VOLANTINO

martedì 22 ottobre 2013

LEGGE DI STABILITA': CGIL CISL UIL PROCLAMANO 4 ORE DI SCIOPERO NAZIONALE

21/10/2013

Quattro ore di sciopero nazionale di tutte le categorie che saranno articolate a livello territoriale da domani fino alla metà di novembre. Questa la decisione assunta oggi dai segretari generali di CGIL, CISL e UIL, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, nel corso di una riunione promossa per valutare l'avvio di un percorso di mobilitazione per cambiare il segno della legge di Stabilità.
Una legge, ha detto Camusso al termine della riunione nel corso di una conferenza stampa, che “non determina il cambiamento necessario: il Paese rischia di perdere un'altra volta. Continuiamo ad essere il solo paese in recessione e, soprattutto, continuiamo a perdere il lavoro”. Il segretario generale della CGIL ha ribadito così la necessità di una riduzione fiscale per i lavoratori e per i pensionati, una misura possibile anche a saldi invariati recuperando risorse da una revisione della tassazione sulle rendite finanziarie, e operare per questa via un'operazione di redistribuzione fiscale.
Per questo i sindacati confederali, ha annunciato Camusso, hanno proclamato “quattro ore di sciopero da gestire nei territori e nelle regioni per cambiare segno alla legge di Stabilità e dare le risposte necessarie per far ripartire il Paese”. Parallelamente CGIL, CISL, UIL saranno in campo e faranno pressione sul Parlamento e sulle forze politiche perché vengano introdotte quelle modifiche necessarie durante l'iter parlamentare della ex legge Finanziaria. Una strategia che prevede, hanno fatto sapere i tre leader sindacali, una prima verifica a metà novembre quando le tre confederazioni riuniranno i loro organismi unitari per valutare i risultati ottenuti.
Il tema, come ha precisato Camusso, “non è distinguere tra vincitori e vinti ma come far vincere il Paese. E' chiaro che, se dopo annunci e promesse, la legge di Stabilità è stata confezionata in questo modo, non c'è sufficiente consapevolezza da parte del governo che bisogna cambiare passo”, a partire dal cambiare i termini della politica economica. “Sono cinque anni che si ripetono finanziarie che non danno risposte al Paese”, con il rischio di mantenerlo “in uno stato recessivo. Bisogna avere il coraggio di spostare i pesi. Bisogna fare una scelta politica e decidere da dove far ripartire il Paese”.
Una scelta che, secondo CGIL, CISL, UIL, non può che essere quella di avviare una decisa operazione di redistribuzione del reddito in favore di lavoratori e pensionati.

venerdì 22 febbraio 2013

ESITI DELL'INIZIATIVA DI PROTESTA

L'iniziativa di protesta da me promossa ieri nella pausa pranzo ha raccolto non più di una cinquantina di adesioni, tra colleghi di S. Lucia e via Marina, ai quali va il mio ringraziamento.
Prendo atto della scarsa partecipazione traendone le debite considerazioni, ovvero che non sussiste la necessità di protestare contro l'amministrazione regionale, o che comunque non sono io la persona adatta ad indire tali iniziative.

mercoledì 20 febbraio 2013

INIZIATIVE DI PROTESTA

Carissimi colleghi,
penso vi sia ormai chiara la situazione di estrema difficoltà nella quale ci troviamo in questo momento nel relazionarci con l'amministrazione regionale. L'ennesimo rinvio di un incontro sindacale rappresenta, per l'appunto, l'attuale fase di blocco totale delle relazioni sindacali nell'ambito della Regione Campania.
Purtroppo non riusciamo a discutere ed affrontare con la controparte le più importanti problematiche che interessano il personale regionale. Nessun confronto sulla riorganizzazione della macchina amministrativa, che sta avvenendo senza alcuna considerazione per noi lavoratori. Nessuna discussione sulle misure contenute nel Piano di stabilizzazione finanziaria, che tuttavia parla del nostro futuro, di quanti ne dobbiamo essere, dove dobbiamo andare a lavorare. E nessun segnale di valorizzazione, il silenzio totale sulle questioni della proroga delle graduatorie o della flessibilità dell'orario di lavoro ecc. ecc.
Come vostro rappresentante sindacale, credo onestamente che sia giunto il momento di esprimere il disagio che stiamo vivendo nel lavorare, ormai da tempo, in queste condizioni.
Per questo motivo, doverosamente premettendo che vi parlo a solo titolo personale, cioè come singolo rsu, voglio e devo chiedere la vostra partecipazione a delle iniziative di protesta concrete, al fine di convincere i più alti livelli della politica e della dirigenza a prenderci in considerazione. Ciò anche per rafforzare tutte le rappresentanze sindacali nell'incontro che, a ben sperare, dovrebbe tenersi il giorno 26 febbraio.
Vi chiedo pertanto, a partire da domani 21 febbraio e fino a quando sarà necessario, di utilizzare quotidianamente il tempo dedicato alla pausa pranzo non per mangiare, ma per unirci tutti insieme in segno di una civile ma tangibile forma di protesta. E vi chiedo di farlo in tutte le sedi regionali, nel luogo più ampio che la sede offre oppure all'esterno di essa, DI MODO DA ESSERE FISICAMENTE DISTANTI MA SIMBOLICAMENTE UNITI NELLA PROTESTA. Vorrei inoltre che ciascuno di noi stampasse su carta una rivendicazione, un messaggio di protesta, sempre in forma civile, da attaccare al proprio abito durante l'azione.
Per i colleghi di S. Lucia propongo di vederci da domani alle ore 13.30 nell'atrio a piano terra. Per le altre sedi, chiedo a tutti voi di organizzarvi e scegliere il luogo, non potendo essere fisicamente con voi.
Spero vivamente di vederci tutti uniti.
Luciano Nazzaro

venerdì 2 settembre 2011

SCIOPERO GENERALE DELLA CGIL MARTEDI' 6 SETTEMBRE 2011

Gentili colleghi,
sarete sicuramente già venuti a conoscenza del fatto che la CGIL ha proclamato, per il giorno 6 settembre, uno SCIOPERO GENERALE per contrastare la manovra economica che il Governo sta varando in questi giorni.
Penso che chiunquè abbia dedicato un minimo di attenzione ai contenuti di questa manovra si sia reso subito conto dell'iniquità e ingiustizia sociale che caratterizzano le misure in essa previste.
In queste ore stiamo distribuendo del materiale informativo che evidenzia le critiche che la CGIL muove a questa manovra, a partire dal fatto di far pagare il deficit ai soliti noti (ovvero quelli che regolarmente pagano le tasse), senza toccare caste e grandi redditi. Solo per accennare alle motivazioni che ci stanno più a cuore, come dipendenti pubblici, basti pensare che CHI SCIOPERA non accetta il blocco dei nostri contratti nazionali per chissà quanti anni; non accetta l'abolizione delle Feste del Lavoro, della Liberazione e del Santo Patrono (ricorrenze presenti in tutti i paesi civili); non accetta la messa in discussione della tredicesima mensilità; e non accetta il pagamento con due anni di ritardo del TFR.
In sostanza chi di noi sceglie di scioperare lo fà perchè si è stancato di questo continuo accanimento nei confronti del lavoro pubblico e di essere considerato il problema del nostro Paese.
Per queste ragioni vi invito ad aderire tutti a questo sciopero, perché è il momento di lanciare un segnale forte a chi ci governa.
So bene che, specie in questa fase di difficoltà economica, scioperare significa fare un grosso sacrificio. Perdere in busta paga una giornata di lavoro è una scelta che pesa a tutti, in particolare alle famiglie monoreddito. La mia convinzione che sia comunque giusto scioperare e sopportare questo sacrificio nasce da alcune considerazioni:
  1. non è possibile accettare passivamente un attacco così duro al pubblico impiego, con misure che mortificano una categoria di persone che lavorano e pagano le tasse;
  2. non è accettabile che il Governo, per far cassa, si "dimentichi" di chiedere un contributo anche alle grandi ricchezze, agli evasori fiscali, a coloro che vivono di speculazioni finanziarie;
  3. non scioperare non equivale a tutelare il proprio stipendio. Stiamo già perdendo, mese per mese, tanti soldi in busta paga, a causa del blocco nel rinnovo dei nostri contratti nazionali di lavoro. Scioperare significa anche chiedere il rinnovo del nostro contratto e recuperare il potere d'acquisto perduto dal nostro salario.
  4. non scioperare significa dichiarare che siamo pronti ad accettare, anche per il futuro, qualsiasi misura ci possa penalizzare.

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