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giovedì 29 settembre 2011
AUDIZIONE SULLA RIORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI
Stamattina le segreterie regionali di CGIL, CISL e UIL sono state convocate in I Commissione Consiliare, per rappresentare le proprie riflessioni sul regolamento di riorganizzazione degli uffici regionali approvato dalla Giunta Regionale.
8 commenti:
Anonimo
ha detto...
LA POLITICA Nuovi sprechi in consiglio regionale ecco 130 impiegati "comandati" Trasferiti da altri enti, gli impiegati pubblici sono adesso a disposizione dei partiti e a carico dell'assemblea regionale di TIZIANA COZZI
IMPIEGATI pubblici trasferiti nelle stanze del consiglio regionale, a carico del bilancio dell’assemblea, contro l’austerity imposta dal patto di stabilità. Sono tredici i dipendenti provenienti da altre strutture pubbliche (chiamati “comandati”) nominati ieri, in seguito a delibera della presidenza del Consiglio, altri quaranta sono arrivati dieci giorni fa. Insomma, più di 50 comandati in dieci giorni, mentre negli uffici del presidente Stefano Caldoro non ce n’è nemmeno uno.
Nel giorno in cui il governatore plaude al rigore e incoraggia a proseguire sulla strada della severità, uno scandalo si consuma nelle stanze del consiglio regionale. Sei mesi fa lo stesso Caldoro aveva inviato un ordine di servizio, imponendo il veto sui comandati, proprio in una logica di risparmio. Il “comando”, infatti, prevede che tutti gli oneri dovuti agli impiegati trasferiti siano a carico dell’ente che li ospita, e quindi a carico della Regione.
La presidenza del consiglio regionale, in barba al patto di stabilità invece, ingrandisce gli uffici delle commissioni consiliari e del Capo di gabinetto. Accuse respinte con forza dal presidente Paolo Romano: «Nessuno scandalo — spiega — adesso siamo rientrati nel patto di stabilità, sono venuti meno i paletti e quindi nominiamo i comandati, come la legge prevede. Anzi, per contenere la spesa, ne avremo solo 130, invece di 250 come nell’epoca Bassolino. Quindi riduciamo del 50 per cento».
La distribuzione dei posti assegnati è equanime: nella delibera firmata ieri nessun partito resta a bocca asciutta. La proposta è arrivata dal consigliere e questore Idv Nicola Marrazzo. Quattro comandati sono assegnati agli uffici del presidente del Consiglio Paolo Romano, 3 ai gruppi del Pdl, 4 al Pd, 1 all’Udc, 1 al Nuovo Psi. Nella lista dei nomi, destinati a segreterie particolari della presidenza del Consiglio o della commissione d’inchiesta anticamorra, piuttosto che a strutture politiche di supporto del gruppo Udc o alla segreteria del gruppo consiliare Pd.
Nell’elenco, spunta a sorpresa anche la Hydrogest. La commissione di inchiesta regionale della società privata che gestiva i depuratori regionali (partecipata al 90 per cento da Termomeccanica e al 10 per cento da Giustino costruzioni), riceve un impiegato in forza alla segreteria particolare del presidente. «Per evitare equivoci — aggiunge Romano — premetto che si tratta di personale già in carico, finanziariamente e in termini di stipendio alla pubblica amministrazione e che viene ora destinato ad un’istituzione notoriamente sottodimensionata. Insomma, non assumiamo nessuno». Il Consiglio non assume, ma si carica di una spesa non prevista. I nuovi dipendenti (in carica fino a dicembre, data in cui saranno confermati a tempo indeterminato) saranno pagati con un capitolo specifico di bilancio e, comunque, secondo calcoli sommari, i compensi vanno dai 1.500 ai circa 6000 dei dirigenti. Cifre che, moltiplicate per 130 nuovi impiegati accolti al centro direzionale, possono arrivare a costare centinaia di migliaia di euro al mese. Un onere non indifferente per il budget dell’aula consiliare.
«Parliamo di compensi da 1.500, 2.000 euro al mese — nega Romano — forse qualche dirigente potrà arrivare a guadagnare 6.000 euro, ma mi pare improbabile. In ogni caso, abbiamo bisogno di un supporto esterno e, in fin dei conti, si tratta pur sempre di spesa pubblica». In realtà, su quelli che appaiono stipendi medi pesano straordinari, indennità di segreteria e di posizione che provvedono a gonfiare i compensi in busta paga. I posti più ambiti sarebbero proprio quelli dei segretari di commissione, remunerati con indennità d’oro. (29 settembre 2011)
Certamente. Vedi, il dipendente regionale, nella loro ottica schizofrenica deve essere un soggetto in via di estinzione, mentre loro debbono continuare con il magna-magna.
Per cui tante belle parole, ma nei fatti niente di nuovo per i dipendenti. La volontà politica di azzerare, almeno per ora, i tavoli tecnici è rappresentativa della loro vision, mission del personale regionale: Esodo, decentramento, pensionamento, trasferimento e via dicendo.
Il loro obiettivo è far scendere il personale a 2000/3000 unità per poi iniziare a bandire tutta una serie di "concorsi politici" ad hoc.
Tutta questa "specie" di riorganizzazione serve per giustificare tutto questo agli occhi dell'opinione pubblica.
Io credo che non possano trattarci come pecore! Noi siamo assolutamente disuniti ed in questo il sindacato che non è attualmente in grado di rappresentarci fa la sua parte negativa. Dobbiamo essere noi della base ad organizzarci sfruttando quei pochissimi (per ora ne conto solo uno) sindacalisti che sono aperti e liberi che ci danno un libero spazio di confronto per commentare senza censura tutto ciò che accade nei palazzi regionali. Ora però non dobbiamo fermarci ed andare oltre! Dobbiamo far capire a chi ci governa che noi abbiamo una professionalità che dobbiamo tutelare e che non ce lo regalano il misero stipendio che percepiamo.
Abbiamo diritto di tutelare la nostra dignità perchè ciascuno nelle proprie mansioni abbiamo voglia di emergere e di guaganare in soddisfazioni ed in denaro quello che meritiamo.
Ora è arrivato il momento di dire BASTA! Tutto dipende da noi! Siamo responsabili del nostro futuro lavorativo.
La presidenza del consiglio regionale, in barba al patto di stabilità invece, ingrandisce gli uffici delle commissioni consiliari e del Capo di gabinetto. Accuse respinte con forza dal presidente Paolo IMPIEGATI pubblici trasferiti nelle stanze del consiglio regionale, a carico del bilancio dell’assemblea, contro l’austerity imposta dal patto di stabilità. Sono tredici i dipendenti provenienti da altre strutture pubbliche (chiamati “comandati”) nominati ieri, in seguito a delibera della presidenza del Consiglio, altri quaranta sono arrivati dieci giorni fa. Insomma, più di 50 comandati in dieci giorni, mentre negli uffici del presidente Stefano Caldoro non ce n’è nemmeno uno. Romano: «Nessuno scandalo — spiega — adesso siamo rientrati nel patto di stabilità, sono venuti meno i paletti e quindi nominiamo i comandati, come la legge prevede. Anzi, per contenere la spesa , ne avremo solo 130, invece di 250 come nell’epoca Bassolino. Quindi riduciamo del 50 per cento». E ORA CREDO CHE SCUSE NON VE NE SONO PER LO SCORRIMENTO DELLE GRADUATORIE... MI RACCOMANDO NON MOLLATE...E SCENDIAMO IN PIAZZA BACI NUNZIA LEONE
8 commenti:
LA POLITICA
Nuovi sprechi in consiglio regionale
ecco 130 impiegati "comandati"
Trasferiti da altri enti, gli impiegati pubblici sono adesso a disposizione dei partiti e a carico dell'assemblea regionale
di TIZIANA COZZI
IMPIEGATI pubblici trasferiti nelle stanze del consiglio regionale, a carico del bilancio dell’assemblea, contro l’austerity imposta dal patto di stabilità. Sono tredici i dipendenti provenienti da altre strutture pubbliche (chiamati “comandati”) nominati ieri, in seguito a delibera della presidenza del Consiglio, altri quaranta sono arrivati dieci giorni fa. Insomma, più di 50 comandati in dieci giorni, mentre negli uffici del presidente Stefano Caldoro non ce n’è nemmeno uno.
Nel giorno in cui il governatore plaude al rigore e incoraggia a proseguire sulla strada della severità, uno scandalo si consuma nelle stanze del consiglio regionale. Sei mesi fa lo stesso Caldoro aveva inviato un ordine di servizio, imponendo il veto sui comandati, proprio in una logica di risparmio. Il “comando”, infatti, prevede che tutti gli oneri dovuti agli impiegati trasferiti siano a carico dell’ente che li ospita, e quindi a carico della Regione.
La presidenza del consiglio regionale, in barba al patto di stabilità invece, ingrandisce gli uffici delle commissioni consiliari e del Capo di gabinetto. Accuse respinte con forza dal presidente Paolo Romano: «Nessuno scandalo — spiega — adesso siamo rientrati nel patto di stabilità, sono venuti meno i paletti e quindi nominiamo i comandati, come la legge prevede. Anzi, per contenere la spesa, ne avremo solo 130, invece di 250 come nell’epoca Bassolino. Quindi riduciamo del 50 per cento».
La distribuzione dei posti assegnati è equanime: nella delibera firmata ieri nessun partito resta a bocca asciutta. La proposta è arrivata dal consigliere e questore Idv Nicola Marrazzo. Quattro comandati sono assegnati agli uffici del presidente del Consiglio Paolo Romano, 3 ai gruppi del Pdl, 4 al Pd, 1 all’Udc, 1 al Nuovo Psi. Nella lista dei nomi, destinati a segreterie particolari della presidenza del Consiglio o della commissione d’inchiesta anticamorra, piuttosto che a strutture politiche di supporto del gruppo Udc o alla segreteria del gruppo consiliare Pd.
Nell’elenco, spunta a sorpresa anche la Hydrogest. La commissione di inchiesta regionale della società privata che gestiva i depuratori regionali (partecipata al 90 per cento da Termomeccanica e al 10 per cento da Giustino costruzioni), riceve un impiegato in forza alla segreteria particolare del presidente. «Per evitare equivoci — aggiunge Romano — premetto che si tratta di personale già in carico, finanziariamente e in termini di stipendio alla pubblica amministrazione e che viene ora destinato ad un’istituzione notoriamente sottodimensionata. Insomma, non assumiamo nessuno». Il Consiglio non assume, ma si carica di una spesa non prevista. I nuovi dipendenti (in carica fino a dicembre, data in cui saranno confermati a tempo indeterminato) saranno pagati con un capitolo specifico di bilancio e, comunque, secondo calcoli sommari, i compensi vanno dai 1.500 ai circa 6000 dei dirigenti. Cifre che, moltiplicate per 130 nuovi impiegati accolti al centro direzionale, possono arrivare a costare centinaia di migliaia di euro al mese. Un onere non indifferente per il budget dell’aula consiliare.
«Parliamo di compensi da 1.500, 2.000 euro al mese — nega Romano — forse qualche dirigente potrà arrivare a guadagnare 6.000 euro, ma mi pare improbabile. In ogni caso, abbiamo bisogno di un supporto esterno e, in fin dei conti, si tratta pur sempre di spesa pubblica». In realtà, su quelli che appaiono stipendi medi pesano straordinari, indennità di segreteria e di posizione che provvedono a gonfiare i compensi in busta paga. I posti più ambiti sarebbero proprio quelli dei segretari di commissione, remunerati con indennità d’oro.
(29 settembre 2011)
Ma quale sono le idee dei sindacati in merito a questa riorganizzazione?
Riorganizzazione? Ma quale riorganizzazione. Ma allora non avete capito proprio niente!!!!
Spiegaci se tu hai capito qualche cosa in più!
Certamente.
Vedi, il dipendente regionale, nella loro ottica schizofrenica deve essere un soggetto in via di estinzione, mentre loro debbono continuare con il magna-magna.
Per cui tante belle parole, ma nei fatti niente di nuovo per i dipendenti. La volontà politica di azzerare, almeno per ora, i tavoli tecnici è rappresentativa della loro vision, mission del personale regionale: Esodo, decentramento, pensionamento, trasferimento e via dicendo.
Il loro obiettivo è far scendere il personale a 2000/3000 unità per poi iniziare a bandire tutta una serie di "concorsi politici" ad hoc.
Tutta questa "specie" di riorganizzazione serve per giustificare tutto questo agli occhi dell'opinione pubblica.
Io credo che non possano trattarci come pecore!
Noi siamo assolutamente disuniti ed in questo il sindacato che non è attualmente in grado di rappresentarci fa la sua parte negativa.
Dobbiamo essere noi della base ad organizzarci sfruttando quei pochissimi (per ora ne conto solo uno) sindacalisti che sono aperti e liberi che ci danno un libero spazio di confronto per commentare senza censura tutto ciò che accade nei palazzi regionali.
Ora però non dobbiamo fermarci ed andare oltre!
Dobbiamo far capire a chi ci governa che noi abbiamo una professionalità che dobbiamo tutelare e che non ce lo regalano il misero stipendio che percepiamo.
Abbiamo diritto di tutelare la nostra dignità perchè ciascuno nelle proprie mansioni abbiamo voglia di emergere e di guaganare in soddisfazioni ed in denaro quello che meritiamo.
Ora è arrivato il momento di dire BASTA!
Tutto dipende da noi!
Siamo responsabili del nostro futuro lavorativo.
Luciano può darci una mano!
La presidenza del consiglio regionale, in barba al patto di stabilità invece, ingrandisce gli uffici delle commissioni consiliari e del Capo di gabinetto. Accuse respinte con forza dal presidente Paolo IMPIEGATI pubblici trasferiti nelle stanze del consiglio regionale, a carico del bilancio dell’assemblea, contro l’austerity imposta dal patto di stabilità. Sono tredici i dipendenti provenienti da altre strutture pubbliche (chiamati “comandati”) nominati ieri, in seguito a delibera della presidenza del Consiglio, altri quaranta sono arrivati dieci giorni fa. Insomma, più di 50 comandati in dieci giorni, mentre negli uffici del presidente Stefano Caldoro non ce n’è nemmeno uno.
Romano: «Nessuno scandalo — spiega — adesso siamo rientrati nel patto di stabilità, sono venuti meno i paletti e quindi nominiamo i comandati, come la legge prevede. Anzi, per contenere la spesa
, ne avremo solo 130, invece di 250 come nell’epoca Bassolino. Quindi riduciamo del 50 per cento».
E ORA CREDO CHE SCUSE NON VE NE SONO PER LO SCORRIMENTO DELLE GRADUATORIE... MI RACCOMANDO NON MOLLATE...E SCENDIAMO IN PIAZZA BACI
NUNZIA LEONE
E i risultati di questo incontro quali sono?
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