venerdì 10 febbraio 2012

PRODUTTIVITA': INCONTRO CON SOMMESE

Ieri la RSU si è recata nuovamente dall'assessore Sommese, per protestare il mancato rispetto degli impegni assunti sulla produttività, ed esigere che gli stessi vengano immediatamente onorati.
L'assessore Sommese ha riconosciuto di aver preso l'impegno che il personale del comparto, già provato da questo momento di generale difficoltà economica del paese, almeno non perdesse un euro sul salario legato alla produttività. Per questo motivo ha comunicato che entro martedì della settimana prossima cercherà di portare una soluzione definitiva del problema.
Dopo queste parole certamente non cessa lo stato di preoccupazione del sindacato e del personale regionale. Infatti le Segreterie regionali di CGIL FP, CISL FP e UIL FPL si riuniscono oggi per concordare le iniziative di mobilitazione.
Personalmente non mi fido degli impegni e mi riterrò sicuro e soddisfatto non un secondo prima aver visto i 2.150 euro caricati nella nostra busta paga.
Pertanto rinnovo l'invito ad essere pronti e a partecipare alla giornata di assemblea e mobilitazione a Palazzo S. Lucia che sarà indetta dalle Organizzazioni sindacali.

23 commenti:

Anonimo ha detto...

I 2150 euro non arriveranno prima delle elezioni rsu. Quindi, ancora una volta dovremmo votarvi sulla parola?

Anonimo ha detto...

Io mi sono stamattina cancellato dal sindacato e non andrò a votare!

Ma le pecore sono tante...

Luciano Nazzaro ha detto...

Io ci metterei la firma che almeno arrivassero dopo le elezioni.
Ad oggi il dato ufficiale è che i 2150 euro non ce li danno tutti.
L'assessore ci ha detto che entro martedì proverà a portarci una soluzione per pagare tutto. Ma a questo punto, prima di vedere i soldi in busta paga, anzi prima di vederli sul mio conto corrente, io non credo a niente.

Anonimo ha detto...

Ma stat ancora ad acoltare PASCAL A BUGIA.

Ma allora siete "MASOCHISTI".

Luciano Nazzaro ha detto...

Io non ci vedo nulla di strano a non andare a votare, è una decisione che può avere la sua logica.
Se uno sarebbe andato a votare un collega con la convinzione che avrebbe fatto solo i propri interessi, allora non andare a votare ha una logica: metterglielo a quel posto.
Oppure se non si vede nei 300 candidati nemmeno un sindacalista buono, è una decisione ottima non andare a votare.
Oppure se non si crede nemmeno un pò nel movimento sindacale, è normale non andare a votare. Non mi risulta che gli atei la domenica partecipano alla messa.
Ma se invece un collega ha un'opinione diversa, trova nelle liste un buon candidato, crede nel sindacato, è una pecora?
Io penso invece che questo collega abbia semplicemente fatto riflessioni diverse dalle tue.
E poiché io sono uno di quelli che andrà a votare, il "pecora", offesa inutile e superficiale, la respingo al suo mittente.

Luciano Nazzaro ha detto...

E allora dimmi tu con chi dobbiamo andare a parlare per cercare di risolvere il problema.
Piaccia o non piaccia è Sommese l'assessore al personale, è lui che prende le decisioni e che può cambiarle.
Potremmo provare ad andare dal Papa, ma più di una benedizione non ci esce.
Noi vogliamo tutti i 2150 euro? Allora solo con Sommese possiamo parlare. Se sapete di qualcun altro che ce li può dare, fatemelo sapere che ci andiamo.

Anonimo ha detto...

I sindacati, caro Luciano, con quella nota hanno fatto capire che a loro sta bene che si cerchino altri meccanismi che non si sa quando daranno i soldi nella busta paga di non sappiamo quale mese!

I soldi noi li vogliamo ora perchè ci spettano e perchè già per chi come molti è monoreddito erano impegnati in spese ncessarie!

Noi non siamo dirigenti e guadagniamo 1.100 euro al mese!

Non ce la facciamo più!

Dobbiamo fare una protesta forte!

Andiamo tutti a Santa Lucia e facciamo sentire la nostra voce, con decenza, ma facciamola sentire!

Se voi sindacati volete aspettare e vi sentite sicuri fate come credete!

Mi spiace che ti sia sentito offeso da chi vi ha definito "pecore".
A dire il vero se c'è qualcuno che continua a votare le solite sigle sindacali quando le stesse hanno questa reazione ai torti contro una parte più debole dei dipendenti allora anche io credo che ci sia qualcosa che non va...

Anonimo ha detto...

giovedì all'incontro delle RSU tenutosi a S. Lucia, ero lì e devo dire che solo alcune RSU hanno avuto il coraggio di dire che non dovevamo accettare nella busta paga del mese di febbraio i 900 euro, perchè non era quello l'accordo, ma ripeto erano solo alcuni RSU, i segretari invece delle tre sigle hanno solo pensato a salvare il loro culo non proponendo un cazzo di niente, voglio solo far slittare tutto a dopo le elezioni, e si capisce tanto loro essendo tutti con PO non perderanna un cazzo anzi prenderanno anche il premio di risultato che verra calcolato al 14% dell'importo della loro PO.
complimenti! e noi dobbiamo votare?

Anonimo ha detto...

Il punto non è con chi dobbiamo andare a parlare. Chi sono gli interlocutori è chiaro. Il punto è che non sei nè tu, nè i tuoi colleghi attuali rsu che potete proporvi per andare a parlare con sommese, poichè, ormai da un anno, le vostra condotta è chiaramente fallimentare (per no dire altro) e ciò è sotto gli occhi di tutti. Abbiate bontà. Non ripresentatevi alle elezioni. Tanto vi voterete tra di voi. Lunedi procedo alla cancellazione e buona notte.

Anonimo ha detto...

La cosa più semplice è sospendere il pagamento della produttività delle PO (14% delle PO).
Così sarebbero pienamente in grado di pagare tutto il debito che hanno nei nostri confronti.

Sig. D'Amore, Salzano e Di Mauro siete d'accordo?

Rispondete!!

Anonimo ha detto...

Niente voto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Non votando abbiamo il manico del coltello nelle nostre mani. Capito? Chiaro!!!!!
Poi ci organizziamo per fatti nostri: ma non andate assolutamente a votare. Forza e coraggio!!!

Anonimo ha detto...

con queste proposte farneticanti di non votare state ammorbando l'aria di questo blog... c'è un detto un po' volgare che recita pressappoco così:
PER FARE DISPETTO A MIA MOGLIE MI TAGLIO IL PISELLO
ma che cazzo vuol dire non andare a votare... si ottiene solo il risultato contrario...
CANDIDATEVI, SCEGLIETE UNA PERSONA COMPETAMENTE NUOVA O QUALCUNO CHE ALLE SCORSE ELEZIONI HA AVUTO POCHI VOTI E CERCHIAMO DI FARE MASSA CRITICA PER MUOVERE UN PO' IL CONSENSO!!!!
se il 50% +1 voterà (e ciò accadrà certamente) il voto degli altri conferirà rappresentanza alle persone che vorreste avversare.
LA VOSTRA STRATEGIA E' PERDENTE
costruiamo una nuova sigla sindacale, facciamo qualcosa, qualunque cosa ma non votare che senso ha???? cosa pensate di ottenere??
il cambiamento non si ottiene indossando le pantofole davanti al camino (fuor di metafora, standosene comodamente nel proprio ufficio senza votare).
Siamo tutti grandi (d'età) ma non tutti siamo maturi... almeno cerchiamo di concordare su questo:
CHI NON SI METTE IN GIOCO (IN UNA FORMA O NELL'ALTRA) PERDE IL DIRITTO AL LAMENTO

CI STATE?

Luciano Nazzaro ha detto...

Pure io i soldi li voglio ora, perchè mi spettano. Anche se per essere precisi ci spettano moralmente più che giuridicamente. Altrimenti saremo a cavallo, con una bella causa collettiva.
Voi non ce la fate più, perchè siete famiglie monoreddito e guadagnate 1100 euro al mese. Se non fosse che io invece ne guadagno 1200 al mese potrei dire le stesse identiche parole. Siamo nella stessa barca, non è che tutti i sindacalisti se la passano meglio. E quindi puoi figurarti il veleno che mi esce da bocca quando parlo con Sommese e company.
Sono perfettamente d'accordo che si faccia una grossa protesta a palazzo S.Lucia. Ne avessi avuto il potere l'assemblea di tutto il personale, per andare a fare casino, l'avrei indetta subito dopo aver appreso che non ci volevano dare tutti i 2150 euro.

Luciano Nazzaro ha detto...

E visto che noi abbiamo fallito, che non ci possiamo proporre per andare a parlare con Sommese, perché non ci vai tu?
Può essere che ci risolvi il problema e siamo tutti felici.
E visto che secondo te ne io nè altri dovremmo presentarci alle elezioni, voglio sperare che tu abbia deciso di scendere in campo e candidarti.
Risolvici il problema e giuro che ti voto!

Luciano Nazzaro ha detto...

Ma se con tutte le minchiate che leggo su questo blog ci faccio un libro, ve lo comprate?
Almeno ne sarebbe uscito qualcosa di buono. Meno male che ogni tanto c'è pure qualche collega che pone una domanda legittima, una considerazione interessante, un'idea costruttiva.
Ma che bella idea non andare a votare per avere il coltello dalla parte del manico. Benissimo, così con il coltello dalla parte del manico ci tagliamo un pò di soppressata. E poi ci organizziamo per fatti nostri dopo le elezioni!!
E come ci organizziamo?
Che facciamo?
Ecco, magari ci facciamo un sindacato autonomo tutto nostro, che però non ha partecipato alle elezioni e quindi non ha potere di rappresentanza. Non potremo sederci al tavolo delle trattative, ma al tavolo del tressete di sicuro.

Luciano Nazzaro ha detto...

Io quando voglio fare dispetto a mia moglie gli metto il sale nel caffe anziché lo zucchero.
Interessante l'idea di mettersi in gioco candidandosi...peccato che le liste si dovevano consegnare entro la settimana scorsa.
Mi piace invece l'idea di votare qualcuno che alle scorse elezioni ha preso pochi voti. Così almeno in questa rsu ci mettiamo facce nuove, a casaccio ma nuove.

Anonimo ha detto...

Carissimo Luciano,Ti vedo abbastanza arrabbiato e deciso .
Vorrei dire a chi propaganda per NON andare a votare di allontanarsi da questa idea perchè così facendo si fa il gioco dei Politici e degli stessi che hanno le P.O. i quali probabilmente vogliono proprio questo.VOGLIONO l'allontanamento del Sindacato per poter far di più i fatti loro.
Andiamo a votare, e cerchiamo di votare chi sta' nella stessa nostra condizione.CHI mi dice che chi istica a non andare a votare sia proprio uno di quelli che teme il sindacato?
Allora , carissimi non posizionisti,cerchiamo di allearci e cerchiamo di votare TUTTI a chi vuole con passione andare a migliorare la nostra situazione. A te Luciano ,dico che fai bene ad arrabiarti con alcuni disfattisti e sono sicuro che questo ti carica acor di più.
Un saluto da Antonio da Caserta

Anonimo ha detto...

meritocrazia vuol dire riconoscere i meriti a chi sul campo ha faticato per ottenerli. Il contrario si chiama "rendita di posizione".
Ora immagino che non sia difficile per voi immaginare quali sindacalisti godono di "rendite di posizione" (e non mi riferisco solo alla P.O. ma anche a tutto il tessuto semiclientelare-pseudoamicale che li sostiene) e quali invece si sono giocati giorno per giorno, informandoci, facendoci sapere quale fosse il loro pensiero,...
Penso che il mio pensiero sulle prossime elezioni (per quel che può valere) è chiaro!!

Angelo

Anonimo ha detto...

Definire MINCHIATE le voci di dissenso è davvero un colpo basso, degno di questa classe sindacale. Ti piace quando la gente scrive contro gli rsu con PO, dicendo implicitamente che l'unico rsu buono sei tu? Ti piace quando la gente ti ringrazia per tenere aperto uno spazio per potersi sfogare? Allora facci sapere cosa vuoi che scriviamo, che noi, sudditi e fessi, ci adegueremo. La cosa che mi dispiace è che c'è gente che invece di starsene comodamente in ufficio, il giorno delle elezioni, si presenterà al voto, sulla base di qualche non meglio precisata promessa ricevuta. Mi accodo ai colleghi che non andranno a votare, almeno finchè i candidati saranno sempre gli stessi, te compreso.

Anonimo ha detto...

OLtre alla produttività individuale e quindi a questi Soldi che ci spettano, è necessario che si parli con Sommese di tanti altri aspetti che interessano al personale:
1) la riorganizzazione;
2) la programmazione triennale del personale;
3) lo scorrimento delle graduatorie delle progressioni verticali.

Anche perchè in Regione Campania, i vuoti di organico nei prossimi mesi, li vogliono riempire a modo loro. Noi che cosa vogliamo fare in concreto? Per cercare di tutelare un pò anche i nostri diritti?

LUCIANO NAZZARO ha detto...

Caro Antonio, il disfattismo non mi carica, mi fa solo perdere tempo ed incazzare, perché è la cosa più controproducente che esista.
E poiché ho costruito questo blog per informare ed aprire un costruttivo dialogo sindacale, sarò costretto a trovare delle soluzioni per impedirne un uso distrorto.
Così i disfattisti si creeranno uno spazio loro per esprimere tutto il disfattismo che vogliono.

LUCIANO NAZZARO ha detto...

Non ho definito il dissenso una minchiata. Io il dissenso lo rispetto.
Ho già detto che chi non crede nel sindacato, dissente da esso, fa bene a non andare a votare. Ripeto la metafora già utilizzata: è normale che un ateo non vada a messa la domenica.
Ma un conto è esprimere il proprio dissenso, legittima espressione della libertà di pensiero, un conto è dire minchiate.
Affermare che noi chiudiamo gli accordi al bar non è dissentire, è dire una minchiata.
Affermare che noi siamo come Schettino, cioè paragonarci a chi ha causato la morte di 30 persone, non è dissentire, è dire una minchiata di una scorrettezza inaudita.
Non andare a votare per poi organizzarsi dopo non è dissentire, è solo una minchiata detta da chi nemmeno si è letto lo Statuto dei Lavoratori, la contrattazione collettiva e gli accordi sulla misurazione della rappresentanza e legittimità sindacale attiva. Quindi prima di proporre ai suoi colleghi forme alternative di sindacalismo, non si è preso nemmeno la briga di apprenderne i rudimenti minimi essenziali.
Molto di cui ho letto non è rispettabile dissenso, ma solo minchiate.

Anonimo ha detto...

va bene, dire che l'accordo lo avete concluso al bar è stato solo un pungolo per richiedere con più forza copia del verbale di quel fatidico incontro (CHE CMQ NON ABBIAMO OTTENUTO).

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