ROMA - «Almeno ci aumentassero i buoni pasto, visto che lo stipendio è fermo». I dipendenti pubblici nelle loro chiacchiere tra colleghi per lamentarsi del blocco quadriennale delle retribuzioni (2010-2014) dicevano anche questo. In fondo, quel buono pasto introdotto 15 anni fa era rimasto più o meno al valore iniziale di 9 mila lire, anzi, considerando che di mezzo c'è stato il passaggio all'euro, i 7 euro attuali valgono certamente meno in termini di potere d'acquisto. Nel '96 un pasto caldo in trattoria ci usciva pure. O in alternativa si riempiva la busta della spesa, un'abitudine che subito aveva preso piede tra gli statali che alle 2 del pomeriggio staccavano. Adesso, invece, non solo il buono pasto non è stato adeguato, ma viene addirittura cancellato per tutti i dipendenti pubblici che lavorano meno di 8 ore al giorno. È così che per un panino e una mezza minerale lo Stato rischia di inimicarsi 2 milioni di dipendenti pubblici. Dopo i tornelli, le minacce di licenziamento ai fannulloni, il blocco dei contratti fino al 2014, la categoria che si è autodefinita la più tartassata dovrà anche mettersi a dieta.
La legge di Stabilità approvata ieri dal Consiglio dei ministri impone agli statali di stringere la cinghia: di fatto, dicono i sindacati, fino a 150 euro in meno a fine mese sul budget familiare. Ma i ticket non sono gli unici a essere tagliati. Come se non bastasse, c'è anche la decurtazione dei rimborsi per i dipendenti trasferiti, che una legge del 1973 individuava con precisione: dai biglietti del treno all'imballaggio e trasporto dei mobili e dei bagagli. L'austerity è calata sul settore. Non è solo una questione di soldi, ma di status. Via via in calo. Ormai, allo statale è rimasta solo la garanzia del posto fisso. Che non è poco. Ma fino a quando?
Inevitabile che i sindacati siano già pronti alla guerra dei ticket. Non solo la Cgil, che parla di «manomissione dei contratti». Scendono in campo anche le confederazioni moderate. La Uil si sente confortata nei propositi bellicosi, che la porteranno, dopo anni di tregua, allo sciopero del pubblico impiego, già fissato in risposta alle manovre estive, per il 28 ottobre. Mentre il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, intima di «non tagliare i buoni pasto per gli statali perché la nostra reazione sarà durissima».
Ci avevano messo tanto, i sindacati, a raggiungere i ticket. Prima strapparono la promessa al governo Dini, in cambio della flessibilità del pubblico impiego: gli uffici sarebbero stati aperti anche nel pomeriggio, ma ai dipendenti con «orario spezzato» sarebbe stato corrisposto il pasto. Ci volle qualche mese perché l'impegno fosse realizzato. Ovviamente con una modalità larga: il buono finì per andare a tutti i dipendenti, non solo a quelli che rientravano il pomeriggio. Quelle che nel 1996 erano 9 mila lire per il pranzo, sono diventati per i dipendenti dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici 7 euro al giorno, un po' meno, 4,65 euro, negli enti locali.
Il ticket per il pasto viene corrisposto a chi lavora 36 ore a settimana, almeno 7 ore e 12 minuti al giorno, quindi di fatto chi fa questo orario tutta la settimana ha diritto a 5 buoni la settimana, 22 al mese. I conti sono facili a farsi. Una cifra che nel tempo non è servita solo a pranzare fuori, ma appunto per la spesa di casa al supermercato. Quindi il taglio inciderebbe fortemente sul bilancio familiare.
«Si manomettono - protesta Michele Gentile, responsabile dei settori pubblici della Cgil - le norme dei contratti collettivi nazionali di lavoro di due milioni di impiegati e si tagliano le retribuzioni dei lavoratori». Infatti - fa notare - il buono per il pranzo altro non è che una voce della paga, oggetto di contrattazione con l'Aran.
Ora con la legge Finanziaria tutti i dipendenti pubblici, tranne quelli che fanno i turni di notte, e chi appartiene al comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico esclusi dalla norma, verrebbero colpiti.
«È una ipotesi che non sta davvero in piedi», incalza il governo Bonanni: «Questa è la peggiore risposta che il governo poteva dare alle richieste della Cisl di discutere un nuovo modello di pubblico impiego e una riorganizzazione di tutto il comparto pubblico». Gli scioperi si avvicinano.
La legge di Stabilità approvata ieri dal Consiglio dei ministri impone agli statali di stringere la cinghia: di fatto, dicono i sindacati, fino a 150 euro in meno a fine mese sul budget familiare. Ma i ticket non sono gli unici a essere tagliati. Come se non bastasse, c'è anche la decurtazione dei rimborsi per i dipendenti trasferiti, che una legge del 1973 individuava con precisione: dai biglietti del treno all'imballaggio e trasporto dei mobili e dei bagagli. L'austerity è calata sul settore. Non è solo una questione di soldi, ma di status. Via via in calo. Ormai, allo statale è rimasta solo la garanzia del posto fisso. Che non è poco. Ma fino a quando?
Inevitabile che i sindacati siano già pronti alla guerra dei ticket. Non solo la Cgil, che parla di «manomissione dei contratti». Scendono in campo anche le confederazioni moderate. La Uil si sente confortata nei propositi bellicosi, che la porteranno, dopo anni di tregua, allo sciopero del pubblico impiego, già fissato in risposta alle manovre estive, per il 28 ottobre. Mentre il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, intima di «non tagliare i buoni pasto per gli statali perché la nostra reazione sarà durissima».
Ci avevano messo tanto, i sindacati, a raggiungere i ticket. Prima strapparono la promessa al governo Dini, in cambio della flessibilità del pubblico impiego: gli uffici sarebbero stati aperti anche nel pomeriggio, ma ai dipendenti con «orario spezzato» sarebbe stato corrisposto il pasto. Ci volle qualche mese perché l'impegno fosse realizzato. Ovviamente con una modalità larga: il buono finì per andare a tutti i dipendenti, non solo a quelli che rientravano il pomeriggio. Quelle che nel 1996 erano 9 mila lire per il pranzo, sono diventati per i dipendenti dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici 7 euro al giorno, un po' meno, 4,65 euro, negli enti locali.
Il ticket per il pasto viene corrisposto a chi lavora 36 ore a settimana, almeno 7 ore e 12 minuti al giorno, quindi di fatto chi fa questo orario tutta la settimana ha diritto a 5 buoni la settimana, 22 al mese. I conti sono facili a farsi. Una cifra che nel tempo non è servita solo a pranzare fuori, ma appunto per la spesa di casa al supermercato. Quindi il taglio inciderebbe fortemente sul bilancio familiare.
«Si manomettono - protesta Michele Gentile, responsabile dei settori pubblici della Cgil - le norme dei contratti collettivi nazionali di lavoro di due milioni di impiegati e si tagliano le retribuzioni dei lavoratori». Infatti - fa notare - il buono per il pranzo altro non è che una voce della paga, oggetto di contrattazione con l'Aran.
Ora con la legge Finanziaria tutti i dipendenti pubblici, tranne quelli che fanno i turni di notte, e chi appartiene al comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico esclusi dalla norma, verrebbero colpiti.
«È una ipotesi che non sta davvero in piedi», incalza il governo Bonanni: «Questa è la peggiore risposta che il governo poteva dare alle richieste della Cisl di discutere un nuovo modello di pubblico impiego e una riorganizzazione di tutto il comparto pubblico». Gli scioperi si avvicinano.
33 commenti:
Ho letto ieri sui quotidiani la notizia che nella legge di stabilità è prevista un'altra norma gravissima a danno dei dipendenti pubblici: cioè l'erogazione del buono pasto solo per giornate lavorative di almeno 8 ore.
Anche noi dipendenti regionali andremmo a perdere una media di 150 euro mensili.
Se le stanno inventando tutte per massacrarci.
Io spero che tutto il pubblico impiego, miei colleghi compresi, inizino a capacitarsi che quando proclamiamo uno sciopero, per difenderci e contrastare queste manovre, non ci si può più permettere il lusso di non aderire, a meno che non si soffra di una forma acuta di masochismo.
O' sparagn nun' e mai guaragn!
Non ci sto capendo più niente. Sembrerebbe che all'ultimo momento abbiano tolto tale norma dalla versione definitiva della Legge di Stabilità. Speriamo bene!!!!!!!!
LEGGE DI STABILITA'
Dietrofront del governo
"Tagli ai buoni pasto non previsti"
"La misura non compare nel testo definitivo della Finanziaria", si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi. Voci circolate ieri parlavano di una riduzione dei ticket per gli statali che lavorano meno di 8 ore al giorno
Dietrofront del governo "Tagli ai buoni pasto non previsti"
ROMA - "La norma relativa ad una presunta riduzione dei buoni pasto 1 per i dipendenti pubblici non figura nella versione definitiva della legge di Stabilità approvata ieri dal Consiglio dei Ministri. Ogni polemica sull'argomento, pertanto, è fuori luogo e strumentale". E' quanto si legge in una nota dell'ufficio stampa di Palazzo Chigi.
Ieri era circolata la notizia secondo cui l'esecutivo, nell'ambito della legge di stabilità, aveva deciso di concedere i buoni pasto solo ai dipendenti della pubblica amministrazione che lavorano almeno
otto ore nell'arco della giornata. Un provvedimento dal quale veniva escluso il personale del comparto sicurezza e della difesa.
La decisione aveva immediatemente scatenato l'ira dei sindacati. Oggi, infatti, i ticket sono percepiti da circa il 90% dei dipendenti pubblici italiani, molti dei quali lavorano su turni di 7 ore e 12 minuti distribuiti su cinque giorni alla settimana. Per loro il taglio in busta paga sarebbe stato di circa 100-150 euro al mese, pari al 10% dello stipendio.
Ciao Luciano. Hai letto il Bollettino Ufficiale della Regione Campania, di oggi, 17 Ottobre?
La Regione ha revocato la procedura di progressione verticale per 1 15 istruttori direttivi amministrativi.
Ne sapevate qualcosa?
Novita sul fronte tavoli tecnici?
Ciao
Carmine
http://www.irpinianews.it/Politica/news/?news=93327VERGOGNA!! Tt questo con una legge del 2005 voluta da Bassolino che cambiò quella del predecessore Rastrelli (gran SIGNORE). Siete tutti una chiaveca. Chi deve versare 40 e più anni di contributi e voi anche il doppio vitalizio. Con ke coraggio si chiedono sacrifici alle classi medie e ai pensionati operai se poi continua tutto ciò? Voglio vedere ora i sindacati cosa faranno sptto la CIGL visto ke la legge la fece Bassolino. E poi a noi chiedono sacrifici e loro si abboffano. VOGLIAMO UN DOCUMENTO SU TT QUESTO DEVE FINIRE LA LOGICA DEI TAGLI A CHI FA IL PROPRIO LAVORO SENZA UNA POSIZIONE SPESSO SOOSTITUENDO GENTE KE HA LA POSIZIONE (MOLTI SINDACALISTI) SENZA FARE UN BIP. BASTA!!! PASQUALE
http://www.irpinianews.it/Politica/news/?news=93327 . LA CASTA DEI POLITICI REGIONALI CON DOPPIO VITALIZIO. VERGOGNA!!!!!
Soprattutto con che coraggio si può chiedere il RISPETTO DELLE REGOLE a noi dipendenti interni, se poi i vertici regionali predicano BENE e razzolano MALE.
Mi riferisco alla revoca della progressione verticale di 15 istrutt. direttivi amministrativi, per PROBLEMI DI CASSA e DI CONTENIMENTO DELLE SPESE quando poi il CONSIGLIO REGIONALE CAMPANIA chiede un ulteriore stanziamento di 3 MILIONI DI EURO (6 miliardi delle vecchie lire) per 150 NUOVI COMANDATI ESTERNI nelle segreterie dei consiglieri regionali.
I soldi per gli altri ci sono e per noi no.
Per quanto riguarda lo scorrimento delle graduatorie delle Progressioni Verticali, SONO QUASI A COSTO ZERO, tenendo conto che attualmente chi è per es. in categoria c4, c5 guadagna più di una CATEGORIA D1.
Ma allora di che stiamo parlando?
E vulit o nunn' e' vulit fa o scorriment e sti graduatorie!!!!
Saluti
Giuseppe
P.S: le graduatorie, ad eccezione dell'unica procedura revocata (15 posti D1) sono state approvate nel 2009, prima della Legge Brunetta e pertanto possono benissimo rientrare nel Programmazione Triennale di Fabbisogno del Personale.
il decreto di annullamento della graduatoria concorso è impugnabile al TAR è pieno dicontraddizioni colleghi uniamoci seriamente a manifestare contro questo abuso sindacati siate da apri pista luciano rispondi aciò con manifestazione sponsorizzatqa da te.
luciano, scusami se Ti faccio una richiesta non attinente all'argomento, ma io e cosi come molti amici, intendiamo sapere:stiamo sperimentando l'ingresso e l'uscita obbligatoria con il baige, mentre l'intermedio può essere effettuato anche con il sigrep,che però inizia la sua funzionalità solo ed esattamente alle ore 13.30 e termina alle ore 14.30. Ci si chiede questo:la mattina visto che il baige è in funzione anche prima delle ore 7.45, se entro prima di questo orario, i minuti che si fanno prima possono essere sommati a quelli dell'intera giornata? Spero di essermi spiegato bene, Ti saluto con un grazie Antonio da Caserta
Si dice BADGE non Baige
Non per sostituire Luciano ma la risposta è NO!
Addirittura non sarebbe possibile entrare presso gli uffici prima delle ore 7.45 se non attraverso una specifica e motivata autorizzazione.
Ragazzi, Luciano è a Cuba per un congresso sindacale della CGIL insieme a Davide.
Ritorneranno a fine mese
da notizie avute da alcuni amici sindacalisti, si dice che il nostro contratto nazionale slittato per il suo rinnovo nell'anno 2014 abbia subito un nuovo slittamento dopo le ultime finanziare, e cioè all'anno 2018!!!
immaginate un pò, siamo alla frutta veramente, e come si prospetta , i tagli che ci saranno per il progetto di settore, mentre tutti i sindacalisti posizionati vivono la loro situazione nel più quiete totale, dobbiamo organizzarci , siamo 3000 dipendenti che abbiamo subito tagli su tutti i fronti.
ahahaha Luciano è vero??? sei andato a Cuba????? te possino!!!!!!ahahahahah
Davide è certamente a Santa Lucia!
molti di noi abbiamo spesse volte manifestato il disinteresse del sindacato e siamo stati sempre attaccati .Abbiamo sempre detto che il problema è di chi non è in possesso di una posizione organizzativa, ed 1l 99,99% dei sindacalisti ne sono in possesso. E allora? Se questa è equità lo spieghino gli stessi sindacalisti a tutti quelli che cercano di campare con questo stipendio.
Sindacalisti, fatevi un esame di coscienza,e non vi ribellate solo quando si vanno a colpire anche le vostre tasche. vedi questione Ticket.ABBIATE IL CORAGGIO DI FAR AZZERARE TUTTE LE POSIZIONI DIVIDENDOLE EQUAMENTE A TUTTI I LAVORATORI. SOLO COSI' POTETE DIRE DI AVERE...........:un saluto cordiale da parte di chi posizionista non è.
Ragazzi non siate così polemici.
Come ben vedete i Sindacati NON STANNO DORMENDO ma si stanno preparando per illustrarci il futuro che ci attende!!!!
Magari fossi stato a Cuba.
Mi sono dovuto accontentare di una più triste settimana di malattia.
Per riprendere le fila di questo altrettanto triste percorso lavorativo che ci accomuna, ho letto stamattina il decreto di revoca del concorso di Istruttore direttivo amministrativo.
Dopo quasi due anni di attesa, l'amministrazione ha staccato la spina, a messo la parola "fine" a questa graduatoria, gettando nella spazzatura tutti i sacrifici e le aspettative di persone che costituiscono la sua ricchezza primaria, verso le quali dovrebbe avere sentimenti di stima e protezione.
Non ci hanno lasciato nemmeno il benificio del confronto, prima di assumere questa decisione.
Lo sapessero almeno fare un DECRETO DI REVOCA.
Io l'ho letto bene e sorge spontaneo un quesito:
MA CHI L'HA SCRITTO? TOTO' e PEPPINO?
Leggendo la parte finale si dice tutto e il contrario di tutto.
Cioè si revoca la procedura e contestualmente ci si riserva di approvare la graduatoria. Ma siamo pazzi?
Stiamo ancora chiacchierando e scambiando opionione ed è quasi finito un altro anno.
Davvero è rappresentata tutta la nostra incapacità ed ignoranza!
Mamma mia, quanto è brutto essere regionali!
Concordo!!!
Quanto è brutto essere regionali. Perchè non andiamo in pensione o ci licenziamo?
Così finalmente dimostriamo quello che sappiamo veramente fare....agli ex colleghi e a noi stessi.
luciano, ma novità sul decentramento, sulle posizioni organizzative, su eventuale esodo , sulla riorganizzazione, sulle nomine di nuovi capi settori o avicendamento degli stessi allo scadere del terzo anno, NON C'E' NE SONO PROPRIO? E'Possibile Mai questo Tipo di atteggiamento nei confronti di tutti noi? Su avanti, coraggio, dateci notizie. Amici di Avellino
cari colleghi e, soprattutto tu Luciano che intendi per revocato per quanto riguarda il concorso? da lettura da giurista eccellente il decreto è impugnabile al TAR.pertanto vogliamo conoscere apertamente le intenzioni sindacali al riguardo senza esitazione restano poco più di 40 giorni per impugnarlo altrimenti andate tutti al diavolo.rispondi
Per quanto riguarda la revoca della procedura concorsuale, la CGIL si è rivolta al proprio staff legale per sapere se è possibile intentare un ricorso. Anch'io sono in attesa di conoscere il responso degli avvocati.
Mamma mia che coraggio?!?!?
Hanno preparato l'ordine del giorno della prossima assemblea sindacale CGIL!
Sapete quanti e quali punti sono stati fissati?
Solo uno:
ELEZIONE DEI RSU!
Eh giusto! Visto che problemi non ce ne sono, l'unica cosa importante è eleggere i nuovi RSU.
Mi raccomando ragazzi, mi raccomando!
CHIEDIAMO l'elenco di tutti gli R.S.U. e verifichiamo chi NON HA una posizione organizzativa. Forse 1..2...3...mah!
Rifiutiamoci di votare, i nuovi R.S.U. saranno i prossimi posizionisti. Amici , qui si gioca barando.
Agli amici di Avellino rispondo che novità su esodo, posizioni, fondo e qualsiasi altra tematica ci interessi, purtroppo non ce ne sono.
Circa tre settimane fa il sindacato unitariamente, insieme alla RSU, hanno intimato all'amministrazione di essere convocati con urgenza, per discutere appunto di questi argomenti. L'amministrazione ad oggi se n'è fregata della nostra richiesta e non ci ha convocati.
Se non ci si incontra io ovviamente non sono in grado di contrattare niente.
Personalmente, trascorsa una settimana dalla richiesta senza che l'amministrazione si fosse degnata di convocarci, avrei indetto lo stato di agitazione del personale regionale e organizzato una forte forma di protesta e mobilitazione. Ma ciò non è nei miei poteri e nelle prerogative che possono essere esercitate da un singolo RSU.
Ed allora Luciano con chi dobbiamo prendercela?
Dimmi tu chi deve fare qualcosa?
Quando ci sono le prossime elezioni RSU?
La mia opinione è che la situazione è talmente seria che le Organizzazioni sindacali dovrebbero immediatamente indire lo stato di agitazione ed organizzare tutto il personale regionale in una massiccia mobilitazione a palazzo S.Lucia.
Io non vedo altre soluzioni percorribili.
Con chi ve la dovete prendere?
Bella domanda. Secondo me con nessuno. Se il rapporto è sano e positivo, il lavoratore non se la prende con il sindacato, bensì esercita nei suoi confronti una funzione di stimolo ed impulso.
In parole povere io andrei dal mio sindacalista di riferimento e gli direi: "o ti dai una mossa o mi cancello dal sindacato!".
Se ciò avvenisse su larga scala, io dico che le cose andrebbero diversamente.
Ma questo tipo di rapporto tra sindacato e dipendente in Regione Campania non c'è. E i risultati si vedono.
Perché si è creato questo pessimo rapporto? Di chi è la colpa? Del sindacato che vi ha traditi?
Io questo non lo so. Sono da pochi anni in Regione e le storie passate non le conosco.
Non come sindacalista, ma come lavoratore che deve fare ancora 33 anni di servizio, dico solo che in queste condizioni risultati positivi per noi non possono venire, ne per il presente né per il futuro.
Sono previste prossime elezioni rsu? se si, quando?
grazie per l'info
Angelo
Le prossime elezioni RSU si terranno nel marzo 2012.
ai colleghi dico: alle prossime elezioni RSU , cerchiamo di individuare candidati non titolari di PO , dobbiamo riuscire ad eleggere candidati che rappresentino il restante del personale e cioè oltre 3000 dipendenti, mettiamo in minoranza tutti i sindacalisti RSU con PO e solo in questo modo possiamo essere ben rappresentati, mi raccomando in ogni settore di tutta la regione dobbiamo votare chi realmento ci può rappresentare , così eviteremo di pagare solo noi tutto ciò che ci viene tolto, per ora chi ha subito tagli sullo stipendio siamo noi senza PO e senza pacchetto!
prima o poi verrà pubblicata la lista dei candidati.
Cercheremo di creare uno spazio web, fosse anche FB, dove ognuno possa presentarsi e rispondere ai quesiti su quali azioni ritiene più sensibili e su cosa fare per raggiungere gli obiettivi. Presentare la propria candidatura per rsu non è uno scherzo e gli interessati devono capirlo. Ci sono molti sindacalisti che hanno fatto il loro tempo, hanno raggiunto i propri (e solo i propri) obiettivi e dobbiamo fare in modo che non vengano rieletti...NON CI SONO PIù SCUSE...ORA TOCCA A NOI
STAY TUNED
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