Gentili colleghi,
sarete sicuramente già venuti a conoscenza del fatto che la CGIL ha proclamato, per il giorno 6 settembre, uno SCIOPERO GENERALE per contrastare la manovra economica che il Governo sta varando in questi giorni.
Penso che chiunquè abbia dedicato un minimo di attenzione ai contenuti di questa manovra si sia reso subito conto dell'iniquità e ingiustizia sociale che caratterizzano le misure in essa previste.
In queste ore stiamo distribuendo del materiale informativo che evidenzia le critiche che la CGIL muove a questa manovra, a partire dal fatto di far pagare il deficit ai soliti noti (ovvero quelli che regolarmente pagano le tasse), senza toccare caste e grandi redditi. Solo per accennare alle motivazioni che ci stanno più a cuore, come dipendenti pubblici, basti pensare che CHI SCIOPERA non accetta il blocco dei nostri contratti nazionali per chissà quanti anni; non accetta l'abolizione delle Feste del Lavoro, della Liberazione e del Santo Patrono (ricorrenze presenti in tutti i paesi civili); non accetta la messa in discussione della tredicesima mensilità; e non accetta il pagamento con due anni di ritardo del TFR.
In sostanza chi di noi sceglie di scioperare lo fà perchè si è stancato di questo continuo accanimento nei confronti del lavoro pubblico e di essere considerato il problema del nostro Paese.
Per queste ragioni vi invito ad aderire tutti a questo sciopero, perché è il momento di lanciare un segnale forte a chi ci governa.
So bene che, specie in questa fase di difficoltà economica, scioperare significa fare un grosso sacrificio. Perdere in busta paga una giornata di lavoro è una scelta che pesa a tutti, in particolare alle famiglie monoreddito. La mia convinzione che sia comunque giusto scioperare e sopportare questo sacrificio nasce da alcune considerazioni:
sarete sicuramente già venuti a conoscenza del fatto che la CGIL ha proclamato, per il giorno 6 settembre, uno SCIOPERO GENERALE per contrastare la manovra economica che il Governo sta varando in questi giorni.
Penso che chiunquè abbia dedicato un minimo di attenzione ai contenuti di questa manovra si sia reso subito conto dell'iniquità e ingiustizia sociale che caratterizzano le misure in essa previste.
In queste ore stiamo distribuendo del materiale informativo che evidenzia le critiche che la CGIL muove a questa manovra, a partire dal fatto di far pagare il deficit ai soliti noti (ovvero quelli che regolarmente pagano le tasse), senza toccare caste e grandi redditi. Solo per accennare alle motivazioni che ci stanno più a cuore, come dipendenti pubblici, basti pensare che CHI SCIOPERA non accetta il blocco dei nostri contratti nazionali per chissà quanti anni; non accetta l'abolizione delle Feste del Lavoro, della Liberazione e del Santo Patrono (ricorrenze presenti in tutti i paesi civili); non accetta la messa in discussione della tredicesima mensilità; e non accetta il pagamento con due anni di ritardo del TFR.
In sostanza chi di noi sceglie di scioperare lo fà perchè si è stancato di questo continuo accanimento nei confronti del lavoro pubblico e di essere considerato il problema del nostro Paese.
Per queste ragioni vi invito ad aderire tutti a questo sciopero, perché è il momento di lanciare un segnale forte a chi ci governa.
So bene che, specie in questa fase di difficoltà economica, scioperare significa fare un grosso sacrificio. Perdere in busta paga una giornata di lavoro è una scelta che pesa a tutti, in particolare alle famiglie monoreddito. La mia convinzione che sia comunque giusto scioperare e sopportare questo sacrificio nasce da alcune considerazioni:
- non è possibile accettare passivamente un attacco così duro al pubblico impiego, con misure che mortificano una categoria di persone che lavorano e pagano le tasse;
- non è accettabile che il Governo, per far cassa, si "dimentichi" di chiedere un contributo anche alle grandi ricchezze, agli evasori fiscali, a coloro che vivono di speculazioni finanziarie;
- non scioperare non equivale a tutelare il proprio stipendio. Stiamo già perdendo, mese per mese, tanti soldi in busta paga, a causa del blocco nel rinnovo dei nostri contratti nazionali di lavoro. Scioperare significa anche chiedere il rinnovo del nostro contratto e recuperare il potere d'acquisto perduto dal nostro salario.
- non scioperare significa dichiarare che siamo pronti ad accettare, anche per il futuro, qualsiasi misura ci possa penalizzare.
29 commenti:
Si cerca di chiudere il recinto, quando il bestiame è già scappato! Il bestiame, metaforicamente, siamo noi dipendenti pubblici, che risultiamo essere, ormai, anni luce dal recinto che, per analogia, doveva essere il Sindacato e la sua forza aggregativa.
Quest'ultimo, ha consentito questa palese protervia e questa insopportabile spavalderia della classe padrona, a tutti i livelli, con le sue decennali politiche di connivenza e sudditanza, in cambio di una certificata tutela e di una miserrima situazione di privilegio dei suoi rappresentanti e dei suoi accoliti.
Se ci fate caso, i sindacalisti, sono nella stragrande maggioranza, coloro i quali lavorano palesemente meno e sono, a volte, anche i meno dotati intellettivamente e culturalmente, ed anche per questo concorrono ad avanzamenti di carriera, in quanto è meglio affiancarsi predetti tipi, maggiormente plasmabili da chi detiene il pallino.
Questi e molti altri motivi sono alla base del rifiuto di scioperare, soprattutto se a chiedere l'adesione allo stesso, vi è chi, come detto in precedenza, non fa un mammasantissima dalla mattina alla sera e cerca adesione per la propria personale corsa al conseguimento di una determina, che sarà a lui presto riconosciuta.
pienamente concorde!
Parole sante Peppino, bisognerebbe farti un Busto.
uà, Peppì, sei sempre così polemico...
detto in altri termini
la prego, Vella, si dia una calmata
Amici colleghi, non sono Peppino nè tantomeno Vella e sottolineo che i miei vari riferimenti non sono riconducibili al Nazzaro, che ci ospite sul suo blog e che mi sembra assolutamente normodotato rispetto a cultura ed intelletto.
A presto.
Pienamente concorde con Peppino!
Forza Peppino, siamo tutti con te.
Peppino for President!!!!!!!!
e Andrea for vicepresident!!
..nelle costruzioni di Busti, non è secondo a nessuno...
avete ROVINATO,LA NOSTRA ESISTENZA.STAVAMO MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO!!!!!
Per quanto riguarda il bestiame parla per te... Ecco a voi il classico ITALIOTA bravo solo a fare polemiche ed ad assegnare ad altri la colpa delle cose che gli capitano. Tu saresti quello culturalmente ed intellettualmente dotato visti i ragionamenti qualunquisti che fai?!! Pensa piuttosto se le motivazioni alla base di uno sciopero siano giuste o sbagliate a prescindere di chi li proponga. Al sindacalista che hai rappresentato nel tuo intervento, non frega nulla che tu non partecipi allo sciopero, cosa che invece a te dovrebbe molto interessare. Sono convinto che tu sei la classica persona che fa polemica per un ora di straordinario in più o in meno, ma quando gli bloccano il contratto per 7 anni non realizza che gli stanno togliendo almeno 300 EURO lordi al mese. COMPLIMENTI
Vale la pena ricordare che, la metafora, essendo figura retorica che comporta il trasferimento di significato e stretto rapporto di somiglianza tra i due termini, va, purtroppo, capita.
L'analogia tra il bestiame ed il lavoratore, è solo a me ascrivibile e a chi si nutre di semantica,retorica,funzione letteraria e semplicemente di cultura.
Tu non sai niente, anzi conosci solo l'ingiuria ed il pressapochismo.
(2)Chi scrive, insieme a moltissimi altri, ha subito, a causa di sindacalisti poi assurti a ruoli istituzionali e preminenti,un licenziamento in tronco con relativa messa in mobilità.
Tu ti duoli del poco, anzi del nulla che hai, mentre io faccio cose che non sono certe quelle che tu proterviamente mi attribuisci.
Io mi limito, e non per questo sono da additare da uno come te, a trasferire un sentimento comune, il distacco del Sindacato dai problemi dei lavoratori, condiviso da una miriade di genti, tranne da chi fa sindacato attivo, probabilmente come te. Ad maiora.
Quindi sicuramente, sulla base di quello che ti è già successo e di cui me ne dolgo, converrai che l'art.8 della manovra è davvero insopportabile e pericoloso.
Consentire ad un accordo aziendale o TERRITORIALE la possibilità di derogare a leggi, contratti nazionali e statuto dei lavoratori, dando sostanzialmente il potere ad un qualsivoglia sindacalista COMPIACENTE la possibilità di decidere su MATERIE, che per me sono INDISPONIBILI, quali il licenziamento senza giusta causa, è semplicemente folle. Questo è esattamente il motivo per il quale oggi ho scioperato e sono andato alla manifestazione.
P.S. Non mi riconosco nel BESTIAME, perchè spesso ragiona sulla base del beneficio personale e, da sempre, questo alimenta colpevolmente quello che tu definisci il sindacalismo di natura OPPORTUNISTICA.
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura,
esta selva selvaggia e aspra e forte,
che nel pensier rinova la paura!
Tant' è amara che poco è più morte,
ma per trattar del bene ch'io vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
Brav Peppi' Rall Nfaccia!!!
Azz Peppì, ma si stat pure licenziato, Ma allora si Abusiv!!!!
Sono assolutamente daccordo con le idee di Peppe! Dovremmo fare qualcosa ed unirci anche usando email ed altri strumenti di comunicazione.
Ma come si fa a dire che c'è stato il 60% di partecipazione quando in media nei nostri uffici ha partecipato neppure una mezza dozzina di persone.
Boh...
NEW…. LE PROGRESSIONI ECONOMICHE NON SONO NUOVE ASSUNZIONI
Per non farci mancare mai nulla di uguale e di contrario:
Le progressioni verticali non possono essere considerate assunzioni di personale e, di conseguenza, possono essere effettuate ANCHE DAGLI ENTI LOCALI che non hanno rispettato il patto di stabilità. Questa l'inedita conclusione della sentenza 647/2011 del Tar Sicilia che sposa la tesi che le progressioni verticali costituiscono una mera modificazione del rapporto di lavoro!!!!!!!
La cosa è evidente di per se. Purtroppo oggi i componenti di molti organi istituzionali hanno delle pressioni fortissime dal Governo per delle sentenze favorevoli sempre allo Stato e mai ai dipendenti pubblici.
Se poi a questo aggiungiamo il silenzio connivente di alcune OO.SS. sempre più allineate al regime parlamentare.
Sai com'e'. Con il silenzio passa tutto nel dimenticatoio e chi ha avuto avuto e chi ha dato ha dato.
Ma noi questo lo permetteremo ancora?
Le progressioni verticali non possono essere considerate assunzioni di personale e, di conseguenza, possono essere effettuate anche dai Comuni che non hanno rispettato il patto di stabilità.
Questa l'inedita conclusione della sentenza 647/2011 del Tar Sicilia che sposa la tesi che le progressioni verticali costituiscono una mera modificazione del rapporto di lavoro.
La sentenza citata dice che
le progressioni verticali, risolvendosi nel passaggio alla categoria immediatamente superiore del sistema di classificazione delle professionalità, costituiscono un mero sviluppo di carriera nell’ambito del rapporto di lavoro già incardinato con la pubblica amministrazione, con la conseguenza che, in assenza di una specifica contraria prescrizione legislativa, esse, ai fini della disciplina finanziaria, non integrano la fattispecie della «nuova assunzione» ivi prevista e, dunque, sfuggono al blocco dei reclutamenti.
Nè a diverse conclusioni potrebbe giungersi sulla base dell’approdo ermeneutico cui è pervenuta la Commissione speciale pubblico impiego del Consiglio di Stato – sez. III, con il parere n. 3556/2005, allorché, a seguito di una richiesta di parere del Ministero dell’economia e delle finanze, ha dato al quesito risposta positiva.
Il concorso interno o progressione verticale per cui è causa risulta qui regolato unicamente dalla fonte negoziale del tempo, ossia dal richiamato art. 4 del C.C.N.L. del Comparto Regioni-Autonomie locali del 31 marzo 1999, come confermato dall’art. 9 del C.C.N.L. del 5 ottobre 2001: ai sensi di tale disciplina, infatti, «[...] le procedure selettive per la progressione verticale [sono, n.d.e.] finalizzate al passaggio dei dipendenti alla categoria immediatamente superiore del nuovo sistema di classificazione [...]» (comma 1) e «il personale riclassificato nella categoria immediatamente superiore a seguito delle procedure selettive previste dal presente articolo, non è soggetto al periodo di prova» (comma 5).
Ed infatti, una cosa è considerare le progressioni verticali o concorsi interni (sulla fungibilità dei due concetti cfr. la «dichiarazione congiunta n. 1» in calce al C.C.N.L. del Comparto Regioni – Autonomie locali del 22 gennaio 2004), equiparate ai concorsi pubblici (questi sì finalizzati ad una nuova assunzione) ai fini del riparto di giurisdizione, altra cosa è la (non condivisa) parificazione della progressione (che si genera nell’ambito di un rapporto già preesistente) ad un nuovo reclutamento ai fini del rispetto delle norme finanziarie (quantunque nel caso di specie la giurisdizione del g.a. si fonda sulla natura di atto di organizzazione per ragioni di finanza pubblica dell’impugnata deliberazione della Giunta comunale).
Sul punto, l’assunto secondo cui nell’ambito del Comparto di contrattazione proprio del personale comunale la progressione verticale non costituisce una nuova assunzione è, peraltro, assistito, ad avviso del Collegio, da alcuni indici rivelatori della differenza tra i due istituti, allorché le disposizioni contrattuali di riferimento precisano, ad esempio, che:
a) in caso di nuova assunzione è necessario che l’unità di personale reclutata sia sottoposta al periodo di prova, ciò che è escluso in ipotesi di progressione (cfr. art. 4, comma 5, C.C.N.L. 31.3.1999, cit.);
b) in caso di progressione verticale nel sistema di classificazione, invece, non deve essere stipulato un nuovo contratto individuale: l’ente deve limitarsi a comunicare al dipendente il nuovo inquadramento ai sensi del citato art. 12, comma 1, del CCNL del 31.3.1999;
c) è consentita l’erogazione della retribuzione individuale di anzianità (cd. R.I.A.) al personale dipendente dello stesso ente transitato nella categoria superiore per effetto di selezioni interne ai sensi dell’art. 4, del CCNL del 31.3.1999 (cfr. Aran, n. 104-Va7).
Le progressioni verticali non possono essere considerate assunzioni di personale e, di conseguenza, possono essere effettuate anche dai Comuni che non hanno rispettato il patto di stabilità. Questa l'inedita conclusione della sentenza 647/2011 del Tar Sicilia che sposa la tesi che le progressioni verticali costituiscono una mera modificazione del rapporto di lavoro
per il TAVOLO TECNICO.. NUNZIA LEONE
Quesito:
E il tavolo tecnico? E' scomparso? E' stato rimandato a data da destinarsi? E' stata fissata una data?
Non lo so, ma questo dimenticatoio generale creato ad hoc, da parte di tutti, non mi piace.
Ci hanno fatto due.....con la legge 730 perchè interessava 800 persone, facendo apposta una legge regionale.....ma evidentemente per le progressioni verticali.
Sono un pò depresso e demoralizzato, ormai si è abbandonati da parte di tutti, in primis dall'Amministrazione e via via scalando fino ai colleghi.
DIVIDE ET IMPERA è quel motto romano, che la nostra Amministrazione ha saputo utilizzare alla grande.
Ciao Nunzia e ricordati quell'altro nostro proverbio napoletano: aiutati che Dio ti aiuta.
Antonio
Luciano, ci sei?
Non farci preoccupare.
La decisione di prolungare le ferie e rientrare oggi in servizio mi ha impedito di intervenire, in tempo reale, in questa polemica sullo sciopero.
Poco male, preferisco il mare alla polemica.
Personalmente rispetto tutte le opinioni e ritengo legittima sia la scelta di scioperare sia di non farlo.
In Regione Campania siamo stati circa in 300, tra dipendenti e dirigenti, ad aderire allo sciopero.
Evidentemente per noi era necessario protestare contro questa manovra del Governo.
Chi invece non ha aderito avrà avuto le sue buone ragioni.
E' del tutto evidente che in molti dipendenti regionali c'è un sentimento di distacco e rancore nei confronti del sindacato. Il mio ancor breve percorso in quest'amministrazione non mi consente di valutare se questo allontanamento dal sindacato abbia fondati motivi. Comunque a me non interessa ne difendere il sindacato né convincere i colleghi scettici. Che nel sindacato ci credano 10, 100 o 1000 colleghi a me non cambia nulla. Se la mia attività di RSU contribuisce a riavvicinare qualche collega scettico al sindacato, ciò può essere motivo di soddisfazione personale, ma nulla più. Se non accade vivo lo stesso serenamente.
Ho aperto questo blog per dare informazioni sindacali e intavolare dibattiti con i colleghi, ricevere consigli e critiche costruttive.
Al di là delle mie intenzioni, ognuno lo utilizzi come meglio crede.
Stamattina ho letto questa sentenza del Tar Sicilia sulle progressioni verticali. E' sicuramente molto innovativa, rispetto ad un consolidato orientamento giurisdizionale che considera le progressioni verticali come nuove assunzioni a tutti gli effetti.
Nell'immediato non ci sarà molto utile per sostenere lo scorrimento delle nostre graduatorie. Diciamo che può costituire un primo tassello; se dovessero aggiungersi altre sentenze, specie del Consiglio di Stato, che sposano la tesi del Tar Sicilia, allora si potrà parlare di un nuovo orientamento giurisdizionale.
Per quanto riguarda il tavolo tecnico sulle progressioni verticali, per sopravvenuti impedimenti dell'amministrazione non meglio precisati, la riunione del giorno 8 settembre è stata rimandata. Stiamo concordando una nuova data in tempi stretti.
Luciano forse per te non è importante la calendarizzazione.
Chi vive con 1.200 euro al mese può aspettare con molta ansia un miglioramento della propria carriera!
Non credere che sia una cosa in più, ormai è divenuta quasi indispensabile soprattutto quando è meritata, come accade in moltissimi casi!
Per le posizioni organizzative è la stessa cosa: chi deve averla la ha in pochissimi minuti. GLi sconosciuti devono invece attendere anni.
Ormai anche nelle segreterie c'è la corsa alla poltrona con alcuni colleghi davvero capaci e orgoglio della nostra amministrazione spodestati per lasciare spazio al politico di turno.
Luciano, un quesito: ma i colleghi/e regionali che lavorano nelle Segreterie degli Assessori Regionali, sono tenuti oppure no all'utilizzo del SIGREP? Ovvero ad utilizzare il BADGE? Ci sono ancora delle particolari categorie di colleghi che non timbrano?
Grazie
Laura
Io invece guadagno 1300 euro al mese, unico reddito che entra in casa mia.
Le preoccupazioni di questi lavoratori non le capisco bene, ma benissimo, poiché appartengo al loro stesso ceto sociale e faccio la loro stessa vita, dignitosa ma un pò difficile.
Per Laura:
i colleghi delle segreterie beggiano come tutti gli altri.
Non si beggia in quelle sedi periferiche dove non sono stati ancora installati TRP.
per quanto riguarda la gestione delle assenze cambierà qualcosa con l'eliminazione del foglio firma?
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