lunedì 12 aprile 2010

LA REGIONE CAMPANIA VIOLA IL PATTO DI STABILITA' PER IL 2009: LE CONSEGUENZE PER IL PERSONALE

Il 9 aprile si apprende dai giornali una notizia che conferma le preoccupazioni maturate negli ultimi mesi anche tra le fila del personale regionale: La Regione Campania ha sforato per l'anno 2009 il Patto di Stabilità Interno, sistema di regole che impone alle amministrazioni il rispetto di vincoli alla spesa pubblica.
Il 31 marzo 2010, ultimo giorno utile per trasmettere al Ministero dell'Economia e delle Finanze l'attestazione riguardante il conseguimento degli obiettivi del patto di stabilità 2009, il Governatore uscente della Regione Campania Antonio Bassolino certifica invece che tali obiettivi non sono stati rispettati.
Con piacere tralascio di riportare le solite e improduttive polemiche politiche che si sono accese tra maggioranza e opposizione, né mi addentro nella complicata analisi delle cause che hanno determinato questa situazione: cause rispetto alle quali non sapremo mai la verità, o meglio ne sentiremo più di una. Preferisco invece soffermarmi sugli aspetti che ci riguarderanno molto da vicino, ovvero le conseguenze che da questa situazione ricadranno sul personale della Giunta regionale. Il mancato rispetto del patto di stabilità da parte della Regione Campania comporta infatti ripercussioni negative anche su "noi risorse umane".
Anzitutto si rafforza l'obbligo di ridurre le spese del personale, con particolare riferimento alle risorse finanziarie destinate alla contrattazione decentrata integrativa.
Ma l'aspetto più preoccupante è il divieto di procedere a nuove assunzioni. Questo divieto, che a prima vista sembrerebbe non coinvolgere il personale di ruolo, invece ne limita fortemente le prospettive di crescita professionale. Infatti occorre considerare che le progressioni verticali, per obbligato per accedere ad un avanzamento di carriera, sono equiparate a tutti gli effetti ad una nuova assunzione. Il candidato vincitore di una procedura di progressione verticale stipula un nuovo contratto con l'amministrazione, è "un nuovo assunto".
In Regione Campania, dove si sono da poco concluse 12 procedure di progressione verticale, il divieto in questione può determinare quindi implicazioni molto pesanti.
La preoccupazione maggiore riguarda il concorso di Istruttore Direttivo Amministrativo per il quale, diversamente dalle altre procedure, l'amministrazione non ha ancora approvato la graduatoria definitiva di merito. I vincitori di questo concorso potrebbero non poter accedere alla categoria D per tutto il 2010.
Ma ovviamente anche per tutte le altre graduatorie già approvate, che contano diversi candidati idonei non vincitori, sarà impossibile progettare un loro scorrimento, con ciò penalizzando le legittime aspettative di avanzamento professionale maturate dagli interessati. Dunque, quel raro percorso di carriera offerto ai dipendenti regionali, programmato nel lontano 2002 ma attuato con estrema ed inspiegabile lentezza, resta anche a metà, lasciando e non poco l'amaro in bocca.
LUCIANO NAZZARO
RSU UIL FPL CAMPANIA

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Luciano, benissimo il tuo resoconto. Molto chiaro e sintetico. Questo significa che la NUOVA Giunta Regionale nella prossima e prima riunione con le OO.SS. non discuta a questo punto di:

1) Programmazione triennale di fabbisogno del personale 2010-2012.

2) Imponga una riduzione al ribasso degli importi per la contrattazione decentrata.

Quesito finale: e le risorse economiche del personale - cessato dal servizio con l'esodo incentivato - non dovrebbero rimanere sempre stanziate per il personale?

I profili professionali andati in pensione non dovrebbero essere rimpiazzati nella misura del 30%?

Infine tali regole valgono solo per il 2010 o anche per gli anni a venire?

Grazie, Loredana

P.S.: in poche parole, è meglio che le progressioni verticali del 2002 non le facevano proprio, invece di prolungarle per 8 anni, così almeno ci toglievamo il pensiero dall'inizio, per la felicità di tutti e non sprecavamoo 1 anno sui libri per prepararci.

LUCIANO NAZZARO ha detto...

Certamente si discute di programmazione del personale, ma discutere non basta. Occorre avere le condizioni tecniche per poter attuare una programmazione, altrimenti resta tutto sulla carta. E rispettare il patto di stabilità è proprio una di quelle condizioni necessarie per porre in essere iniziative in direzione dello sviluppo professionale dei dipendenti.
Anche il discorso della sostituzione dei profili professionali andati in pensione si collega a questo problema.
Comunque il patto di stabilità va rispettato anno per anno, quindi la sua violazione nell'anno 2009 porta conseguenze solo per il 2010.
Per quanto attiene ai cessati dal servizio in esodo incentivato, bisogna considerare che continuano a percepire le risorse economiche per tutto il periodo in cui usufruiscono appunto dell'esodo.

Anonimo ha detto...

Grazie per le delucidazioni. Speriamo che in futuro ci sia qualche spiraglio di luce anche per gli idonei interni.

Salutoni, Loredana

Anonimo ha detto...

Ma per quanto concerne progetti intersettoriali e produttività?

Anonimo ha detto...

da Loredana:

Cari colleghi e colleghe: la situazione è molto seria; ripeto molto seria. Blocco del turn over, divieto di assunzione, deficit di 3 miliardi di euro (per ora). Lo stesso Caldoro sul Mattino di oggi ha ribadito: "BANCAROTTA FRAUDOLENTA".

Gli stessi provvedimenti dell'amministrazione regionale degli anni addietro per milioni e milioni di euro a favore di TIZIO, CAIO e SEMPRONIO ponevano un unico quesito:

"MA CHI PAGA TUTTI QUESTI MILIARDI DI EURO"?

Ecco la situazione in cui siamo arrivati. E' vero che c'e' un debito sanitario che ci portiamo dietro da 10 anni, ma proprio per questo motivo si doveva tirare la cinghia MOLTO ma MOLTO TEMPO FA.

Pensando male (come al solito) si potrebbe prospettare che fosse stato preparato un bel 2010 per la nuova amministrazione regionale.

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